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Posted: Thu Feb 10, 2011 10:23 am
by ziska
Il mio bambino è ancora troppo piccolo (17 mesi), quindi non ho ancora avuto modo di "mettermi alla prova", però questo post mi ha fatta riflettere e credo che cercherò di coinvolgerlo per quanto possibile.

Posted: Thu Feb 10, 2011 10:28 am
by Enza 52
Lella wrote:Bello quest post!
Io tendo a renderli partecipi ai sentimenti e alle cose "negative" anche in base alla loro età e a piccole dosi, in base a quanto riesco spiegare loro e in base a quanto posso pensare che capiscano senza "traumatizzarsi" troppo.
Sicuramente credo che tenerli chiusi in una realtà artificiosamente rosa e infiocchettata possa creare qualche disagio al momento in cui si scontreranno con la realtà vera.
Sai lella il mio discorso non punta solo a questo, che è altamente pedagogico, ma anche al dare ad un figlio, l'opportunità di sentire che anche il suo contributo è importante, perché fa parte della famiglia.
Dico questo, perché io come ultima figlia, venivo tenuta un po' fuori, e ne provavo disagio, credo che dietro questo comportamento di mia madre, ci fosse un suo forte senso di protezione, ma su di me ha creato un po' la sindrome dell'esclusa.
Non avevo ancora chiarito in me questo concetto, per cui con Anna ho finito col fare la stessa cosa, però mia figlia, che sta decisamente più avanti della mamma, quando ha formalizzato questo pensiero, mi ha mosso, anzi ci ha mosso, il rimprovero, di non averle permesso di sentirsi parte del nucleo famigliare, anche coinvolgendola in problematiche di tipo domestico.

Posted: Thu Feb 10, 2011 10:41 am
by Solange
Non lo so ancora, è ovvio. Però per quanto i miei genitori fossero poco empatici su tante cose (in verità pure su questa ahahaha) ci hanno sempre messo a parte dei loro problemi. Solo sbagliando modo, rendendo tutto molto grave e sfogando le loro frustrazioni su di noi molto spesso adducendo i problemi come scusa.

Sono cresciuta piuttosto disincantata ma non lo ritengo un male.

Quindi credo che condivideremo con Sveva e gli altri figli che verranno tutti i nostri problemi offrendo però loro il supporto che meritano, dando loro la possibilità di esprimere le paure e i disagi.

Nel nostro piccolo la coinvolgiamo già, la consideriamo una PERSONA di famiglia e non la PICCOLA di famiglia. Una persona piccola.

Speriamo di riuscire.