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Posted: Thu Apr 14, 2011 7:39 am
by micmar
novella io non so come fai

Posted: Thu Apr 14, 2011 8:28 am
by Sheireh
No, non è di severità che ha bisogno, ma di rassicurazione e di coccola.

Tuo figlio sicuramente, oltre all'esempio sbagliato di tuo marito, vive una forte paura. Sa che c'è qualcosa che non va tra voi e per quanto ne può sapere lui, crede che tutto possa crollare e da lì arriva il suo nervosismo.

In più probabilmente si è accorto che se si comporta "male" tu gli dai più attenzione (che sia negativa non importa, l'importante è che lo consideri), quindi sa che se dice cose brutte o fa cose sbagliate tu comunque lo segui (come il cincischiare alla mattina, anche se gli dici che siete in ritardo per lui è comunque attenzione, se invece facesse tutto in tempo quanto ti accorgeresti di lui? La pasta e la pizza è un altro esempio, in questo modo tu comunque hai fatto qualcosa per lui e più lui ha potuto "tirare la corda" più tu hai badato a lui... anche qui il "segreto" è dargli pasta e pizza senza alcun commento, senza far notare che la cosa è pesante, ecc.).

Ci vuole molto impegno nel dargli l'attenzione "giusta", cioè amplificare le cose buone che fa (senza essere troppo diretti, ma standogli accanto, sorridendogli, abbracciandolo, dicendo quanto gli vuoi bene, ecc.) e IGNORARE al massimo (cioè fino a dove si può senza che arrivi a fare qualcosa di pericoloso) le cose brutte.

Se alla mattina siete in ritardo, non sbuffare, non dirglielo, non fargli capire che ti pesa. Fai le cose che devi fare ignorando le cose brutte (quindi vestilo senza dirgli "Se ti svegliassi prima non dovremmo fare le corse" o cose del genere) e semmai ponendo l'accento sulle cose buone ("Wow, ti sei messo la maglietta da solo").

Posted: Thu Apr 14, 2011 11:44 pm
by nove
Stamani è andata un po' meglio.

Ma nel pomeriggio comunque diventa intrattabile. Forse per la stanchezza. Infatti nemmeno le 22 erano che dormiva già.

E comunque, la distinzione fra rimproveri necessari o meno dove arriva?
Per esempio, stasera si è impuntato a bere dalla bottiglia.
Per me non è un problema, finché lo fa in casa, tra noi. Anzi, spesso acquisto le bottigliette piccole di acqua proprio a questo scopo.
Invece come al solito suo padre ha montato un casino. Non capisce che la cosa va lasciata cadere, cerca lo scontro e accusa me di non saperlo né volerlo educare.
A me pare che invece lui sappia benissimo quel che è lecito e quel che non lo è, altrimenti si comporterebbe male in società, cosa che non fa assolutamente.
All'asilo è educato, rispettoso, composto. Idem se usciamo e andiamo a mangiare al ristorante (non sta due ore seduto, ovvio, ma comunque mangia per bene).
E io non voglio enfatizzare le discussioni per queste sciocchezze.
Non voglio cadere nelle sue trappole e dargli solo attenzioni negative.

Ma possibile che questo venga considerato un voler abdicare alla funzione educativa? Possibile che l'educazione debba esser vista necessariamente come prevaricazione del grande sul piccolo e come richiesta di cieca obbedienza? E' educazione questa?
Mah. Forse davvero non sono una brava mamma.
Io non vengo da una famiglia "lassista". Mia madre era una donna che se serviva sculacciava anche.
Ma con lui non funziona. NON FUNZIONA. Ha una testaccia dura, se picchi ti ripicchia, non cede, non si rassegna, mette in discussione le autorità precostituite. Con lui o fai la guerra tutti i giorni o cambi regime.
Io son stata costretta a riflettere bene sul sistema educativo da adottare perché davvero è un bimbo dolce ma tosto.
Si ottiene di più da lui con una lode detta al momento giusto che con muro contro muro, ogni santo giorno.
E questo il padre non lo capisce, non ci arriva.
Uff.