Teresa wrote:io odio Napoli. La guardo come guarderei una vecchia donna di strada. Una che si e' venduta ai potenti, ai delinquenti, che si e' fatta stuprare in cambio di pochi e disonesti e illusori compensi. Solo che e oggi e' vecchia e stanca e quindi la guardo con meno rabbia e piu' pena.
Ho vissuto a Napoli per cinque anni, a cento metri dal politecnico e l' ho vissuta sempre con grande disagio, sentendomi donnabbondianamente un vaso di terracotta.
Ci vado spesso per lavoro, almeno una volta alla settimana, e ho rivalutato pezzi del suo tessuto sociale che non immaginavo possibili, tuttavia provo sempre lo stesso disagio: varcato il casello della tangenziale si risveglia il don abbondi o che e' in me.
Ho pero' promesso a mio marito che se De Magistris dovesse vincere io andrò in piazza. giuro.
Se De Magistris dovesse vincere, non tutto e' perduto. Magari quella vecchia donnaccia, piuttosto che ammiccare con quella carne vecchia, potrebbe trovare una dimensione nuova, con una dignità tutta da reinventare.
Non ci credo, ma mi piace pensare che tutto questo puo' essere vero.
Un bacio, a te, Enza: se non lo hai fatto, leggi Napolide. De Luca, manco a dirlo.
Napoli o la ami o la odi, non ci sono mezze misure, anch'io bazzicavo la zona attorno al politecnico, mio marito abitava in viale Kennedy, ed era contrattista al CNR, alle spalle dell'edenlandia, chissà quante volte ci sei andata anche tu, nel politecnico venivo a prelevare la mia dolce metà quando studiava lì in biblioteca.
Poi pizza in piazza Cavalleggeri.
Sarà che l'associo ad uno dei periodi più belli della mia vita, in cui stavo veramente
BENE, che di Napoli non posso che avere dei ricordi stupendi.
Dal titolo mi pare il viaggio di un Napoletano amareggiato, io mi rispecchio di più nei libri di De Crescenzo, che guarda ai difetti di napoli con l'occhio tenero di una mamma, che perdona ogni marachella ai suoi adorati cuccioli, e vede pregi lì dove altri vedono difetti.