Posted: Fri Aug 19, 2011 2:12 pm
siiii, fallo!LauraDani wrote:ho pensato che poteva essere bello dare a Daniela l'opportunità di entrare a contatto con un'altra lingua.
Si ma ... come?
Qui http://www.noimamme.it/Cuccioli-istruzi ... sigli.html Lela dice che bisogna esporre un bambino alla seconda lingua almeno per il 30% del tempo di veglia, per consentirgli un bilinguismo.
Premesso che il 30% di 12 ore sono 4 ore e che mai potrò pensare di esporre mia figlia a 4 ore al giorno di parlata inglese, ha senso pensare a qualcosa di diverso? e se sì, cosa?
tipo canzoncine in lingua? cartoni animati? un cd di filastrocche?
sarebbe inutile e insensato?
il 30% è quello che la maggior parte degli studi ritiene necessario per un bilinguismo *bilanciato* (ovvero per avere due lingue più o meno "alla pari", anche se poi un totale e reale bilinguismo bilanciato è per definizione impossibile).
Ma un bilinguismo limitato è sempre meglio di niente
Secondo me è un'ottima opportunità comunque, anche se limitato, quasliasi tipo di bilinguismo dà comunque al bambino la possibilità di vedere che esistono altre lingue, altri sistemi comunicativi, e - un facendo un passo in più - altri mondi e altre culture.
Sul *come*... dipende da cosa vi viene più facile organizzare e, soprattutto, mantenere nel tempo (che è sempre la cosa più difficile).
Comunque in anni di lettura sulla mailing list Bilingual Families (credo ci siano i dati nell'articolo, se no li ricerco) ho letto situazioni di ogni genere, anche, ai miei occhi, assurdissime, che pure invece funzionavano.
(una famiglia in cui parlano a rotazione settimanale 6 lingue diverse, una ogni settimana; una in cui facevano lingue diverse a giorni alterni; un'altra mattina/pomeriggio; una in cui parlano latino (!) e una in cui parlano esperanto; una in cui tutti gli strumenti audio-video e i libri sono nella seconda lingua mentre in casa parlano tutti la prima; ecc...)
Se vi va, potreste decidere una sera a settimana, o un paio d'ore in una situazione definita, in cui parlare tutti inglese?
Per un periodo ad esempio con Sara avevamo deciso che in macchina parlavamo solo inglese (poi lei (già grandina) si è stufata e rifiutata).
Una gran cosa è la TV in lingua (infatti noi siamo grandemente peggiorati da quando abbiamo perso, per questioni logistiche, la possibilità di fare l'abbonamento Sky in spagnolo), ed è sicuramente più facile iniziare con i bambini piccoli (vista la "perdita" dello spagnolo volevo introdurre Sky in inglese, ma ora che sono grandi è stata una ribellione aperta e totale)
Come canzoncine, è molto carino il sistema Assimil (un sistema per l'auto apprendimento) che per i bambini ha dei dischi di canzoni ben fatti.
Poi libriccini di ogni genere, che in inglese sono ormai facili da reperire anche in Italia e che sono ottimi proprio nelle situazioni in cui il genitore non è madrelingua perché offrono il vocabolario che serve poi nelle interazioni quotidiane con il bambino.
Sicuramente da non madrelingua è più difficile, ma con un bimbo piccolo è assolutamente fattibile (il mio spagnolo quando Sara è nata era inesistente, ma è cresciuto insieme al suo).
insomma... io ti direi di provare, e aggiustare il tiro man mano,
anche perché in ogni caso per l'inglese ci sono innumerevoli strumenti e supporti che facilitano (e anche corsi estivi, campi estivi, babysitter madrelingua, ecc).