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Posted: Fri Sep 30, 2011 12:15 am
by emamè
No, lo odio.
Ma prima lo amavo, era la mia vita, il mio vanto, la mia soddisfazione, il mio riscatto.
Ora non più, ma non so come fare ad uscirne.
La verità è che non so far null'altro e son troppo pigra e pavida per reinventarmi.
Posted: Fri Sep 30, 2011 12:34 am
by Alessia M.
Quando penso al mio lavoro penso a quello di educatrice sia nelle case famiglia per bambini da 0 a 5 anni, sia al centro dell'unione italiana ciechi.
quando lavoravo in casa famiglia ero felice lavoravo anche la note ed i festivi, ma ero felice.
al centro mi divertivo e penso spesso ai miei ragazzi bimbi in corpi troppo grandi.
il problema? qui le cooperative non ti pagano o ti pagano un paio di volte allaall' anno e con tutto l'amore possibile il lavoro mi serve per vivere.
Posted: Fri Sep 30, 2011 1:50 am
by Speranza
Amo il mio lavoro, tantissimo, ma non amo il contorno. Spero vivamente di poter fare come Patty un giorno. Questo lavoro mi serve per avere delle certezze, per poter metter su una famiglia epoterla far vivere in maniera decorosa. Un giorno non lontano (vero i 39 anni o giu di lì) spero di poter fare questo identico lavoro ma magari non in ospedale, non con colleghi/e che ti fanno sentire un alieno per le tue idee. Non amo dovermi alzare alle 5.00 per venrie quaggiù. Non amo dover fare 50km ad andare e altrettanti a tornare da lavoro. Non amo gli obblighi degli orari così forti, non amo il fatto che non segue le donne per tutto il tempo. Non mi ci vedo ad arrivare a 65 anni a lavorare ancora in ospedale.