Non so se ho ben afferrato il senso della tua riflessione, spero di averne colto il punto benché pensi che una risposta assoluta non possa essere determinata da una sola voce, ma da un insieme di pensieri che comunque variano a seconda della visione soggettiva.
Credo che per quanto chi salga al potere cerchi di raccogliere attorno a se con argomenti più o meno convincenti, un numero elevato di sostenitori, c'è sempre quella fetta che non è riuscito a portare dalla sua parte, che prima o poi cresce e sovverte lo stato delle cose.
Trovo sia ingenuo da parte di chi governa, sottovalutare il fatto che la società corre più in fretta del potere.
Perfino l'individualismo instillato per favorire un certo tipo di liberismo, è frutto della velocità con cui la società si sviluppa sfuggendo spesso al controllo di chi pensava di trarre da questo fenomeno un suo personale tornaconto.
In ultima analisi ogni società risponde a dei bisogni che variano e crescono in forma fisiologica, ed in ogni evento l'umanità ha dovuto misurarsi con una crescente necessità di essere diversa da ciò che era ieri.
L'egoismo fa parte di ciò che siamo diventati a prescindere dai bisogni primari, perché ciò che ieri non faceva parte delle nostre ambizioni, oggi è diventato importante per vivere. La cultura come la intendeva Hugo, nella nostra società secondo me, ha favorito un innalzamento dei bisogni, ma gli strumenti per ottenerli sono rimasti gli stessi il tempo che si ha per assecondare questi bisogni è rimasto lo stesso per cui non c'è modo di fermarsi a riflettere ma si procede come i cavalli nelle strade trafficate, due paraocchi per non venire disturbati dalle vetture che procedono in senso laterale.
Il "popolo"...
Moderator: Paola
- micmar
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- Joined: Wed Dec 26, 2007 11:42 am
alla luce di quanto è accaduto in italia negli ultimi anni mi verrebbe da risponderti che il popolo non ne è in grado, ma le comseguenze sono ancora più pericolose.
in italia ha fatto buon gioco un basso livello culturale, lo strapotere dei media e il retaggio cattolico, quello più becero, che priva il singolo della responsabilità individuale.
il gattopsrdo oggi è ancora più attuale: tutto cambia perchè nulla deve cambiare.
ma nonostante questo sono convinta che una VERA deocrazia a partecipazione popolare sia l'unica via percorribile: una in cui il "popolo" abbia gli strumenti per prendere decisioni, una società in cui si senta che e proprie decisioni, per quanto piccole, pesano sulla collettività.
e credo che la via per raggiugere tutto questo sia la cultura, sono veramente convinta che la cultura sia rivoluzionaria e la mia scelta professionale è fortemente influenzata da questo pensiero.
in italia ha fatto buon gioco un basso livello culturale, lo strapotere dei media e il retaggio cattolico, quello più becero, che priva il singolo della responsabilità individuale.
il gattopsrdo oggi è ancora più attuale: tutto cambia perchè nulla deve cambiare.
ma nonostante questo sono convinta che una VERA deocrazia a partecipazione popolare sia l'unica via percorribile: una in cui il "popolo" abbia gli strumenti per prendere decisioni, una società in cui si senta che e proprie decisioni, per quanto piccole, pesano sulla collettività.
e credo che la via per raggiugere tutto questo sia la cultura, sono veramente convinta che la cultura sia rivoluzionaria e la mia scelta professionale è fortemente influenzata da questo pensiero.
- nove
- Ambasciatore

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- Joined: Mon Aug 20, 2007 4:06 pm
Ecco, Mic, secondo te cosa è definibile come "cultura"?
Perché io son sempre stata dell'idea di Hugo, l'istruzione e la cultura fanno la differenza.
Però da ex educatrice mi è capitato spessissimo di notare come certi sforzi e certi concetti fatichino a passare, e questo non sempre nelle famiglie di basso ceto. Anzi, nella mia realtà ho esempi lampanti del contrario, cioè di genitori con nessun problema economico e un certo livello di istruzione, che però dimostrano un forte disinteresse per argomenti che non siano terra terra. Poi ci sono anche esempi di assoluta mancanza di istruzione; però non necessariamente l'istruzione coincide con la cultura.
Ricordo la mia prima lezione all'Università in cui la professoressa ci disse: dovete venire qua e studiare non per le nozioni, ma per sviluppare il vostro senso critico.
Ecco, mi pare che sia questo che manca oggi. Occupati a rincorrere il miraggio che i media ci mostrano, perdiamo tempo ed energie e abbiamo smesso di pensare. Il benessere che bene o male abbiamo, ci spinge a non faticare e a spegnere il cervello.
Non sono più educatrice da quasi 10 anni, quindi magari qualcosa è migliorato da allora, però il panorama che avevo davanti (le nuove generazioni) per certi versi era desolante, era davvero dura provare ad allargare l'orizzonte oltre panorama e argomenti da tv.
Insomma, il popolo ha avuto istruzione e panem ma son riusciti ad addormentarlo con i circenses...
E non per niente i tagli del precedente governo si sono abbattuti principalmente sull'unica istituzione che potrebbe, se funzionasse, fare la differenza. Scuola e università che anni fa erano tra le migliori sono state praticamente smantellate.
Perché io son sempre stata dell'idea di Hugo, l'istruzione e la cultura fanno la differenza.
Però da ex educatrice mi è capitato spessissimo di notare come certi sforzi e certi concetti fatichino a passare, e questo non sempre nelle famiglie di basso ceto. Anzi, nella mia realtà ho esempi lampanti del contrario, cioè di genitori con nessun problema economico e un certo livello di istruzione, che però dimostrano un forte disinteresse per argomenti che non siano terra terra. Poi ci sono anche esempi di assoluta mancanza di istruzione; però non necessariamente l'istruzione coincide con la cultura.
Ricordo la mia prima lezione all'Università in cui la professoressa ci disse: dovete venire qua e studiare non per le nozioni, ma per sviluppare il vostro senso critico.
Ecco, mi pare che sia questo che manca oggi. Occupati a rincorrere il miraggio che i media ci mostrano, perdiamo tempo ed energie e abbiamo smesso di pensare. Il benessere che bene o male abbiamo, ci spinge a non faticare e a spegnere il cervello.
Non sono più educatrice da quasi 10 anni, quindi magari qualcosa è migliorato da allora, però il panorama che avevo davanti (le nuove generazioni) per certi versi era desolante, era davvero dura provare ad allargare l'orizzonte oltre panorama e argomenti da tv.
Insomma, il popolo ha avuto istruzione e panem ma son riusciti ad addormentarlo con i circenses...
E non per niente i tagli del precedente governo si sono abbattuti principalmente sull'unica istituzione che potrebbe, se funzionasse, fare la differenza. Scuola e università che anni fa erano tra le migliori sono state praticamente smantellate.
Novella





