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Posted: Thu Feb 23, 2012 9:18 pm
by lenina
Riguardo al rimanere fermi io credo che la cosa migliore sia evitare le minacce su questi argomenti. Mostrarsi proprio disinteressati su questi argomenti.
Dire no se e' necessario sia no, dire si quando si può dire si' e non dare peso a richieste veramente inapplicabili.
Sta a noi non far diventare una normale fase della crescita una guerra. Se la si vive come "io contro lui" lo diventa.

Se la si vive come "sta manifestando il bisogno di mostrare di avere un suo io, lo guidero' dove posso senza lottare con lui" la si vive meglio

Posted: Thu Feb 23, 2012 9:47 pm
by semprecrudelia
Si certo che ho sentito parlare dei TT... mi sono anche documentata e so, come dicevo, che è un periodo di opposizione.. ma ragazze che fatica!!! Cerco di essere accogliente e di soddisfare il più possibile la sua necessità di coccolem che, non lo nego, fanno soprattutto piacere a me.
Leggendo però in giro, oltre al fatto dell'affermazione del "sè" mi sembra anche di aver capito che i bambini cercano anche dei limiti; costruiscono la loro personalità anche grazie ai nostri "no"; naturalmente non l'ho messo a letto in malo modo; gli ho dato il bacio della buona notte, l'ho carezzato e non mi è sembrato scosso. anzi era proprio serafico.... I capricci li fa proprio quando io dico "no" o a tavola... ah si a cena è proprio un osso duro... Se a ciò aggiungi le nonne che continuano a dire "con me i capricci non li fà, mangia tutto, mangia come un lupo... è un piacere vedere mangiare tuo figlio....."...... beh questo non fa che accrescere il mio senso di inadeguatezza. Confesso, mi sento proprio impreparata....
Preciso che per me il cibo è un argomento difficile, sono stata bulimica, ho sempre avuto problemi con il peso... e non vorrei che a mio figlio capitasse la stessa cosa, ma probabilmente facendo così non faccio altro che far pesare a Federico un problema mio....
So

Posted: Thu Feb 23, 2012 9:58 pm
by semprecrudelia
non intendevo certo minacciarlo; solo mi chiedevo fin dove avesse senso mostrarsi convinti delle proprie decisioni. Guarda questa situazione mi causa parecchio disagio, soffro proprio di non riuscire ad essere sempre in sintonia con lui... Lo amo terribilmente, credo che un figlio sia l'amore assoluto ed incondizionato e mi piace pensare che la cosa sia reciproca. Proprio per questo vorrei essere più all'altezza della situazione; ho una paura terribile di sbagliare e probabilmente non faccio che amplificarei toni. Cerco di non perdere la calma (anche se a volte è proprio dura, il ragazzo promette un bel caratterino...); gioco con lui, quando sono a casa sono sempre con lui e per lui... il pomeriggio è dedicato completamente a lui salvo le faccende di sopravvivenza e credo di essere accogliente.. ci abbracciamo, giochiamo, cantiamo, andiamo in piscina insieme, leggiamo... e sono anche convinta (immodestamente) che se dall'esterno arrivano tanti complimenti è anche un po' per merito mio. Allora perchè mi fa soffrire così tanto il fatto di non riuscire a trovare un canale di comunicazione con lui anche nei momenti di "scontro"?