Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Si, ho capito.
Le discussioni come quella che racconti io le cerco e le fomento. Ci sguazzo dentro. Ci godo.
Mai, finchè potrò, permetterò che noi due ci si ritrovi a parlare solo dei figli, di casa, delle bollette, di quel che ha fatto Tizio o detto Caio.
Tanto meno dopo SOLI 8 anni di matrimonio.
anche a me in fin dei conti piace, mi sento una combattente, quando mi riempio la bocca con frasi del tipo "ogni persona ha diritto di essere rispettata al di là del ruolo che ricopre in famiglia o nella società", oppure quando gli spiego che mi ha conosciuto con questo carattere e che non gli ho mai mancato di rispetto.
una volta mi sarei lasciata plasmare dal suo essere così serio, ci avrei provato. adesso glie la metto giù col cucchiaino, che non può desiderare una persona diversa da quella che sono, e che a me piace essere me stessa.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)