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Posted: Wed Jan 31, 2007 11:51 am
by paciulfa
mmm

un po' la sensazione che hai avuto tu, di scarsa profondita' l'ho avuta anche io. e stonava perche' l'autrice ribadisce + volte di come la maternita' l'abbia indotta a smettere di correre e guardarsi intorno x cominciare a guardarsi dentro... ma poi?
certo, il resto lo abbiamo vissuto tutte chi + chi meno, e se da un lato fa piacere leggere questa comunanza di espereinze mammose, dall'altro lascia un non so che di... nulla! cioe', forse sarebbe + utile a chi mamma non e'.
e poi... non so, mi e' parso molto centrato sul tema mamma-donna che lavora, incompatibilita' frra le 2 cose, cosa ti impone la societa' al riguardo... ma poi alla fin fine ripensandoci mi sembra che non ci abbia detto mica nulla...
cioe' e' cosi', come se tutto fosse estremamente interessante, leggi x vedere come evolve il pensiero, e poi scopri che alla fine e' solo come accennato.
ah ah lo sto distruggendo! in realta' mi sono purer chiesta se non sia stata voluta la cosa, a sottolineare che insomma + di tanto non puoi scavare, che le cose non possono essere molto diverse... lei sembrava tenere molto al suo lavoro, invece ha scoperto quanto un figlio sia +... + tutto, ma non riesce a PRENDERE lo stesso una decisione, sta li' in bilico dall'inizio alla fine... non so, se puo' appunto voler dire che e' proprio questa la condizione a cui sono destinate le mamme, o almeno quelle che lavoravano o lavorano... non so, ma in questo caso non sono del tutto d'accordo.

tati, ma quanto hai scritto???!!!

Posted: Wed Jan 31, 2007 11:55 am
by Rie
Su Carlo probabilmente il mio giudizio è viziato dal fatto che, invece, appartengo ad una coppia complice, amante, dove però le (poche) risorse maschili a disposizione sono state usate per mantenere il ruolo di compagno a scapito di quello di padre. Soprattutto nei primi mesi, mio marito è stato un genitore solo in subordine, con delega quasi totale alla madre, e totale fiducia. Al più, protettore e non mammO.
Ero affascinata da Carlo perchè ha dato ad Eva quello che mio marito non ha dato ai miei figli. Pure troppo? Forse. In assenza di equilibrio, che invece c'è nella vostra famiglia, tati, l'altro esteremo mi intrigava...


Comunque grazie del punto di vista che mi ha fatta ripensare alla cosa e... va beh. Accontentiamoci delle cose belle che abbiamo ;)
E grazie delle tue altre riflessioni! Ci torno di nuovo con pià calma...

Posted: Wed Jan 31, 2007 12:04 pm
by Rie
paciulfa wrote:e poi... non so, mi e' parso molto centrato sul tema mamma-donna che lavora, incompatibilita' frra le 2 cose, cosa ti impone la societa' al riguardo... ma poi alla fin fine ripensandoci mi sembra che non ci abbia detto mica nulla...
cioe' e' cosi', come se tutto fosse estremamente interessante, leggi x vedere come evolve il pensiero, e poi scopri che alla fine e' solo come accennato.
ah ah lo sto distruggendo! in realta' mi sono purer chiesta se non sia stata voluta la cosa, a sottolineare che insomma + di tanto non puoi scavare


Visto l'abbassamento del mio QI da quando sono mamma, causa mancanza di tempo ed energie, potrei anche simpatizzare ahahahah!

Paciu, io la voglio vedere DOPO. Quando DEVE uscire dalla pausa del congedo di maternità & co.
Lì per me la protagonista la decisione la deve prendere per forza, anche... scegliendo di non scegliere. Ci vorrebbe il seguito del libro per scoprirlo :lol:

Certo, l'autrice pone il problema delle mamme lavoratrici.
La soluzione... ai posteri.
Secondo me in quest'epoca non esiste: ciascuno si adatta e inventa la sua, purtroppo non sempre appagante.
L'impressione che per lei il solo-Eva sia un po' castrante però io ce l'ho avuta, nonostante l'insistenza a dire di no...