Posted: Thu Oct 04, 2007 7:34 am
Grazie Paola per aver aperto un post apposito.
La domanda mi preme, visto che mi sembra di leggere
nei vari interventi una linea quasi totale di appoggio alla
scelta di mandare i bimbi all'asilo.
Leo vive praticamente in 2 città diverse per buona parte
dell'anno. E dunque dovrebbe frequentare, se lo mandassi,
2 asili diversi. Quando ci informammo su questa cosa apparve
subito chiaro che la cosa non era fattibile-nessun asilo prende
un bimbo che non può garantire una certa assiduità. Per non parlare
di 2 rette piene da pagare a fine mese. Questa è la nostra
motivazione LOGISTICA.
Quando ci stabiliremo definitivamente o di qui o di là, vorremmo fargli frequentare
l'ultimo anno d'asilo, dai 5 ai 6 anni, per permettergli di conoscere e fare amicizia
con i futuri compagni di scuola.
Per questa decisione siamo stati subito attaccati da tutti-parenti e amici. La scelta di non
mandarlo era inconcepibile, era antisociale, era profondamente
ingiusta per il bambino. Perché il bambino ha bisogno di socializzazione.
Ecco, a me questa parola inizia davvero a irritare. Come se tutti
quei bambini che l'asilo non l'hanno frequentato (mio marito e molti nostri
amici, ad esempio) oggi fossero delle persone con gravi problemi
a rapportarsi agli altri. E dunque è poi subentrata la motivazione
PERSONALE, un po' anticonformista (me ne rendo conto).
Io conosco mio figlio-e vedo come sta crescendo.
Terrible Two a parte, è un bambino aperto e socievolissimo. Attacca
bottone con tutti, al parcogiochi (dove andiamo tutte le mattine, sia
in Ticino sia a Rapallo) si diverte con niente, gioca da solo ma se
vede altri bimbi va a cercarli e entra nei loro giochi senza nessun
timore. Dopo 10 minuti si stufa, e vedo che torna a giocare con
le sue cose. È sempre stato fuori, all'aria aperta, e stare chiuso
in casa per lui è la massima sofferenza. Con sassolini, foglie, muschio,
sabbia e terra Leo è in grado di giocare per tutto il giorno senza
annoiarsi mai. Coi giochi canonici non vale la stessa cosa.
E poi c'è questo suo rapporto ossessivo con la musica (su cui
magari un giorno aprirò un post apposito) che nessuno capisce,
e che solo noi sappiano cosa significhi per lui.
A Rapallo al parcogiochi siamo 3 mamme a incontrarci tutti i giorni,
tutte e 3 con la stessa scelta alle spalle. E i nostri bambini giocano
insieme tutte le mattine. Al pomeriggio Leo dorme ancora quasi 3 ore,
dalle 2 alle 5. E questo per lui è fondamentale. Non potrei fargliele
saltare pena ritrovarmi un figlio insofferente e nervoso per il resto
del giorno.
Questa la nostra storia. Io mi dedico a lui completamente. Viaggiamo
insieme, andiamo a vedere cose nuove e persone nuove appena possibile.
E amici non gli mancano. Non è un bambino che sta crescendo solo.
Sta solo crescendo un po' diverso.
La domanda mi preme, visto che mi sembra di leggere
nei vari interventi una linea quasi totale di appoggio alla
scelta di mandare i bimbi all'asilo.
Leo vive praticamente in 2 città diverse per buona parte
dell'anno. E dunque dovrebbe frequentare, se lo mandassi,
2 asili diversi. Quando ci informammo su questa cosa apparve
subito chiaro che la cosa non era fattibile-nessun asilo prende
un bimbo che non può garantire una certa assiduità. Per non parlare
di 2 rette piene da pagare a fine mese. Questa è la nostra
motivazione LOGISTICA.
Quando ci stabiliremo definitivamente o di qui o di là, vorremmo fargli frequentare
l'ultimo anno d'asilo, dai 5 ai 6 anni, per permettergli di conoscere e fare amicizia
con i futuri compagni di scuola.
Per questa decisione siamo stati subito attaccati da tutti-parenti e amici. La scelta di non
mandarlo era inconcepibile, era antisociale, era profondamente
ingiusta per il bambino. Perché il bambino ha bisogno di socializzazione.
Ecco, a me questa parola inizia davvero a irritare. Come se tutti
quei bambini che l'asilo non l'hanno frequentato (mio marito e molti nostri
amici, ad esempio) oggi fossero delle persone con gravi problemi
a rapportarsi agli altri. E dunque è poi subentrata la motivazione
PERSONALE, un po' anticonformista (me ne rendo conto).
Io conosco mio figlio-e vedo come sta crescendo.
Terrible Two a parte, è un bambino aperto e socievolissimo. Attacca
bottone con tutti, al parcogiochi (dove andiamo tutte le mattine, sia
in Ticino sia a Rapallo) si diverte con niente, gioca da solo ma se
vede altri bimbi va a cercarli e entra nei loro giochi senza nessun
timore. Dopo 10 minuti si stufa, e vedo che torna a giocare con
le sue cose. È sempre stato fuori, all'aria aperta, e stare chiuso
in casa per lui è la massima sofferenza. Con sassolini, foglie, muschio,
sabbia e terra Leo è in grado di giocare per tutto il giorno senza
annoiarsi mai. Coi giochi canonici non vale la stessa cosa.
E poi c'è questo suo rapporto ossessivo con la musica (su cui
magari un giorno aprirò un post apposito) che nessuno capisce,
e che solo noi sappiano cosa significhi per lui.
A Rapallo al parcogiochi siamo 3 mamme a incontrarci tutti i giorni,
tutte e 3 con la stessa scelta alle spalle. E i nostri bambini giocano
insieme tutte le mattine. Al pomeriggio Leo dorme ancora quasi 3 ore,
dalle 2 alle 5. E questo per lui è fondamentale. Non potrei fargliele
saltare pena ritrovarmi un figlio insofferente e nervoso per il resto
del giorno.
Questa la nostra storia. Io mi dedico a lui completamente. Viaggiamo
insieme, andiamo a vedere cose nuove e persone nuove appena possibile.
E amici non gli mancano. Non è un bambino che sta crescendo solo.
Sta solo crescendo un po' diverso.