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Posted: Mon Jun 23, 2008 11:41 am
by Lella
Cos73 wrote:Forse troppo adagiate sui diritti ormai conquistati, come se non si corresse rischio di perderli (mentre invece il pericolo è dietro l'angolo, specie quando a capo del governo c'è uno che esortava, sotto elezioni, le donne a fare crostate da portare agli scrutatori e molte altre cosucce dette da quel burlone e di cui, se non ridiamo, ci dicono che non sappiamo apprezzare l'ironia

si oppure che consiglia alle donne precarie di sistermarsi sposando un buon partito........
chiudiamo parentesi và che è meglio altrimenti finiamo di parlare di politica anche qui :D

Posted: Mon Jun 23, 2008 11:58 am
by Rie
Cos73 wrote:cioè secondo lei le giovani di adesso stanno perdendo questa spinta all'indipendenza
Forse troppo adagiate sui diritti ormai conquistati, come se non si corresse rischio di perderli

Concordo.
E politica a parte (rabbrividisco per la "normalità" con cui si ipotizza di tornare indietro su conquiste fondamentali) è il clima sociale che è cambiato, rispetto anche solo a quelle che stanno... a metà fra noi e le nostre mamme (tipo mia cugina di 45 anni che ha fatto in tempo a cavalcare l'onda lunga del rampantismo).
Secondo me ci sono diverse spinte che vogliono ricacciare le equilibriste sul piede d'appoggio del ruolo tradizionale. Ma spesso sono velleitarie, ed entrano in contraddizione con l'impossibilità di tirare avanti per famiglie monoreddito, se i redditi sono tanto bassi.
Insomma... acrobate notevolmente ostacolate in un mondo pieno di insicurezze e problemi economici.

Dev'essere interessante quel libro, kia.
Sorrido perchè, fra le tre generazioni, la mia personale opinione è che la più fortunata sia stata la seconda. Quella che ha potuto inventare se stessa, che ha sperato in un futuro migliore, per le donne e per la società intera, che ha fatto conquiste pionieristiche. Le loro contraddizioni, sempre secondo me, erano meno dolorose delle nostre e meno soffocate da un contesto senza sbocchi.

Dopodiché... di buono c'è che sia alla seconda sia alla terza generazione è stata data la possibilità di scegliere. Una fortuna non da poco, visti i SECOLI in cui così non è stato.

Posted: Mon Jun 23, 2008 12:06 pm
by Sheireh
Io non mi sento una donna "moderna" o "post-moderna", anzi.

Farei i salti di gioia se potessi fare moglie e madre a tempo pieno. E non mi lamenterei se, non dovendo lavorare, non dividessi il carico di impegni famigliari con mio marito. Già ora lo faccio poco... sia perché a lui piace poco e ci è poco portato, sia perché, devo ammetterlo, alcune cose preferisco averle in mano io. Non riesco a concepire mio marito come un aiuto "alla pari" in casa o come genitore rispetto a me. E nemmeno lui. La "divisione di compiti" non l'ho mai trovata sbagliata. Il problema arriva quando si è costretti a lavorare entrambi... L'impegno e l'idea del lavoro grava quindi più su di me che su di lui.

Siamo abbastanza "tradizionali", ma la società ci obbliga a non poterlo essere...

Quando mi penso in ufficio... ho un istinto di "schifo", davvero... E non c'entra il lavoro, che mi piace o meno, che ho già cambiato più volte... c'è qualcosa dentro di me, da quando ho iniziato a lavorare, che si insinua spesso... e mi fa pensare "Ma cosa ci faccio qui"...

Moltissimo delle mie concezioni dipende sicuramente dal fatto che provengo da una famiglia molto tradizionale sotto alcuni aspetti, ma sempre stata capace di adattarsi alla società, facendo vivere tutti in armonia e tranquillità. Non sto esagerando, davvero vedo tutti felici e soddisfatti di quello che hanno fatto/avuto nel mio nucleo famigliare. Tutte le donne (nonne, mamma, zie) di "casa mia" sono sempre state mogli e madri, non lavoratrici. E tutte, soprattutto mamma e zie, avrebbero potuto scegliere di lavorare, ma non ne avevano la necessità e hanno preferito non farlo.