"vogliono la mamma"

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Rie
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Post by Rie »

Giulia1970 wrote: Per finire ecco il racconto di cosa ha detto Raffaele 3enne:
una sera: "mamma, tu non vai al lavoro, tu vai alla casa. Papà va al lavoro!"
Io: "ma è meglio che vada anch'io, se uno va al lavoro gli danno dei soldini, abbiamo bisogno anche di quelli che danno alla mamma, per prendere questo..e questo, quindi domani mi alzo, prendo il pullman e vado al lavoro, così non mi lasciano a casa e finché non mi scade l'assegno danno dei soldi anche a me"
Qualche mattina dopo, mi sono alzata ed eravamo tutti svegli (ore 6) e abbiamo fatto colazione insieme. A un certo punto dico a R.: adeso bevo il caffè, poi mi preparo, vado a prendere il pullman..." Lui mi interrompe: "soddini?" io dapprima non capisco poi mi ricordo del discorso fatto: "s', vado al lavoro, poi mi danno i soldi..." e lui "VAI. PENDI BOSSA."
Io direi che non è un problema dei tuoi figli, considerando questa conversazione mattutina...
E dunque, ambivalenza e senso di colpa a parte :) , nemmeno tuo.
E' un problema di tua mamma!
Devi cercare di concentrarti su questo, e percepire la TUA tendenziale serenità.

E' chiaro che mancano. A quale mamma lavoratrice, anche part time, non mancano certi momenti? Ma ci sono anche il tuo benessere, la maggior sicurezza economica, il fatto che stando a casa forse avresti meno stimoli.
Le mamme quando parlano PER SE', proiettando i loro sentimenti su di noi e sui nostri figli, secondo me vanno proprio ignorate.

PS: Ironia della sorte... mia madre, e non solo lei nella mia famiglia, critica la mia scelta del part time per avere più tempo per i bimbi. Avrebbero preferito un maggior impegno sul lavoro. De gustibus!
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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la yle
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Post by la yle »

anche mia mamma lasciò, mal volentieri, il lavoro. ha fatto la casalinga, la nostra autista, la segretaria per mio padre, la badante di nonne e zie (era l'unica donna in famiglia con l'auto). ma a lei il lavoro quello "vero" le è mancato molto. diciamo da quando noi siamo arrivati alle scuole medie, poi ha sofferto le nostre superiori per non parlare di quando abbiamo iniziato a lavorare. ha sofferto la casa vuota e, col senno di poi, ha reputato che la scelta fatta fosse stata un errore. Quindi, per far star tranquilla me al lavoro, fa volentieri la nonna, così come mia suocera (che invece ha tatto per quarant'anni l'operaia avvalendosi dapprima di sua mamma e della suocera e poi avvalendosi del figlio ormai grandicello, ma faceva i turni). Io farei volentieri sei ore al giorno, am tant'è.
non so se ti sono stata utile o se mi sono spiegata bene ma purtroppo la ricetta giusta non c'è. un abbraccio
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