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Posted: Mon Nov 30, 2009 5:29 pm
by Maia
Chloe83 wrote:La finzione secondo me provocherebbe angosce peggiori e passerebbe il messaggio che le emozioni vadano represse e occultate, penso che per un figlio sia molto peggio un sorriso finto o forzato di un pianto di cui si spieghino onestamente le ragioni con parole adatte a lui. Far credere ai bambini che le mamme (o i papà) non piangano mai mi sembra una gran stupidata, scusami se te lo dico.
Si, è proprio attraverso gli stati d'animo della mamma e del papà che i figli riescono a riconoscere le proprie emozioni e a dar loro un nome, se appunto non teniamo nascoste o dissimulate le nostre emozioni. Far vedere ai bambini che i genitori sono invulnerabili e che non sbagliano mai, li porterà per forza e delle delusioni, no?

Secondo me però bisogna evitare di far diventare i figli dei "confortatori" facendoli sentire poi responsabili della nostra consolazione. E' un compito troppo grande per loro che porta solo danni.I bambini devono ancora imparare a riconoscere i propri sentimenti e non sono pronti ad ascoltare quelli dei genitori. Un adulto deve chiedere conforto a un altro adulto.

Posted: Mon Nov 30, 2009 6:27 pm
by Rie
Devo dire che mi costa già fatica dissimulare la collera, il nervosismo, altri sentimenti negativi.
Almeno la lacrima facile di tanto in tanto lasciatemela :)
I miei bambini mi conoscono, e se la lacrima scende per qualcosa di triste il loro sorriso (una volta anche il pelouche che alex mi aveva dato per consolazione) aiuta. Se è per l'ennesimo cartone animato, mi fanno le carezze e dicono "la mamma è ancora commossa" con aria saggia e tenera.
Per quanto possibile, poi, cerco di motivare l'eventuale abbandono e, paradossalmente, di contenere quelli più gravi (mi sento depressa) rispetto a quelli meno gravi (sono stanchissima e ho avuto una giornata storta).

Fra... tua suocera secondo me ha torto.
Vale solo per le disperazioni così profonde da turbare i bimbi, non credo sia un principio generale.

Posted: Mon Nov 30, 2009 10:44 pm
by superstrafra
Rie wrote:Devo dire che mi costa già fatica dissimulare la collera, il nervosismo, altri sentimenti negativi.
Almeno la lacrima facile di tanto in tanto lasciatemela :)
I miei bambini mi conoscono, e se la lacrima scende per qualcosa di triste il loro sorriso (una volta anche il pelouche che alex mi aveva dato per consolazione) aiuta. Se è per l'ennesimo cartone animato, mi fanno le carezze e dicono "la mamma è ancora commossa" con aria saggia e tenera.
Per quanto possibile, poi, cerco di motivare l'eventuale abbandono e, paradossalmente, di contenere quelli più gravi (mi sento depressa) rispetto a quelli meno gravi (sono stanchissima e ho avuto una giornata storta).

Fra... tua suocera secondo me ha torto.
Vale solo per le disperazioni così profonde da turbare i bimbi, non credo sia un principio generale.
è quello che credo anch'io, anche se so che la suocera (sinceramente una santa donna) dice queste cose in assoluta buona fede.
lungi da me anche il solo pensiero di turbare una bimba così piccola, e certo non demando a lei il compito di consolarmi, sia chiaro... però è bello vedere quel musetto compiaciuto quando vede provocato un sorriso da un abbraccio o da una coccola. vieni che ti faccio un grattino, mi dice, ed io non posso piangere più, ovviamente! eppure sono convinta che ci sia chi preferisce contenere le emozioni per evitare di provocare angosce inutili. ma, come dici tu, a certi livelli non credo si possa parlare di angosce. mi auguro soltanto di non educare le mie figlie alla lacrima facile, anche se alice si dimostra già molto suscettibile
da chi avrà preso non lo so proprio