Posted: Thu Feb 25, 2010 12:33 pm
certo che si.
nato Leonardo ho chiesto la dimissione anticipata perché non ne potevo più dell'ospedale.
Leo ciucciava moltissimo ed era sempre affamatissimo.
Le infermiere del reparto maternità mi dimisero ma mi chiesero di tornare il giorno successivo per il controllo del peso del neonato. Mi dissero che il bambino si attaccava bene.
Così tornai a casa senza grossi problemi e allattavo leonardo a richiesta.
Il giorno dopo, al controllo all'ospedale, mi dissero in modo brutale che non andava per niente bene perché il bimbo continuava a scendere.
Per inciso, sarebbe stato quello il giorno delle dimissioni, quindi il terzo giorno post parto e quindi era del tutto normale che leo fosse ancora in calo. Tra l'altro, leo è nato di 3,630 kg con apgar 10/10 e quindi problemi non ne aveva.
Mi imposero quindi di attaccarmi al tiralatte per vedere la "Produzione" di latte. Evidentemente la montata non era arrivata e quindi produce a rilento poche gocce di liquido denso e giallone (colostro).
L'infermiera scuoteva la testa dicendo che non andava bene per niente e quel bimbo aveva bisogno di mangiare.
Mi mandarono a casa dicendo che tra una poppata e l'altra dovevo tirarmi il latte per favorire la montata.
Cioè, dico, leo stava attaccato anche venti ore al giorno, notte compresa, e nei pochi momenti in cui non era attaccato dovevo tirarmi il latte..... Boh!
Comunque, inesperta e in pieno baby blues, feci come dissero. Leo piangeva spesso, soffrendo anche di reflusso e di coliche.
Quando non allattavo avevo il tiralatte attaccato. Producevo gocce di latte e fiumi di lacrime sentendomi inadatta a nutrire mio figlio.
Una notte, nella disperazione, dopo aver allattato leo per l'ennesima volta ed essermi infilata sotto le coperte tremante dallo sfinimento, al successivo vagito di leo andai in cucina, presi il latte artificiale, lo misi nel biberon e lo avvicinai alla bocca di leo.
Fu solo il suo rifiuto e il suo pianto disperato a farmi buttare via quel biberon e rioffrirgli il seno, ormai rassegnata che quella fosse l'unica via per nutrirlo.
Ho passato una settimana con il seno sanguinante perché subito mi si lacerarono i capezzoli e mi vennero le ragadi, con poco latte e con la morte nel cuore.
Però leo cresceva, il suo pianto non si arrestava ma solo perché soffriva di reflusso, e quello era anche il motivo del suo non dormire. Invece all'ospedale mi avevano fatto credere che fosse perché non avevo latte e lui aveva fame.
Sparito il baby blues e sparite le paranoie ho avviato un allattamento spettacolare. L'esperta di allattamento mi disse che con quel latte avrei potuto allattare tutto il reparto maternità. L'avessi consultata prima.
Ho allattato fino a che leo ha compiuto l'anno di età e oggi ho un ricordo generamente positivo della cosa, sono felice di averlo fatto ma all'inizio è stato un inferno.
nato Leonardo ho chiesto la dimissione anticipata perché non ne potevo più dell'ospedale.
Leo ciucciava moltissimo ed era sempre affamatissimo.
Le infermiere del reparto maternità mi dimisero ma mi chiesero di tornare il giorno successivo per il controllo del peso del neonato. Mi dissero che il bambino si attaccava bene.
Così tornai a casa senza grossi problemi e allattavo leonardo a richiesta.
Il giorno dopo, al controllo all'ospedale, mi dissero in modo brutale che non andava per niente bene perché il bimbo continuava a scendere.
Per inciso, sarebbe stato quello il giorno delle dimissioni, quindi il terzo giorno post parto e quindi era del tutto normale che leo fosse ancora in calo. Tra l'altro, leo è nato di 3,630 kg con apgar 10/10 e quindi problemi non ne aveva.
Mi imposero quindi di attaccarmi al tiralatte per vedere la "Produzione" di latte. Evidentemente la montata non era arrivata e quindi produce a rilento poche gocce di liquido denso e giallone (colostro).
L'infermiera scuoteva la testa dicendo che non andava bene per niente e quel bimbo aveva bisogno di mangiare.
Mi mandarono a casa dicendo che tra una poppata e l'altra dovevo tirarmi il latte per favorire la montata.
Cioè, dico, leo stava attaccato anche venti ore al giorno, notte compresa, e nei pochi momenti in cui non era attaccato dovevo tirarmi il latte..... Boh!
Comunque, inesperta e in pieno baby blues, feci come dissero. Leo piangeva spesso, soffrendo anche di reflusso e di coliche.
Quando non allattavo avevo il tiralatte attaccato. Producevo gocce di latte e fiumi di lacrime sentendomi inadatta a nutrire mio figlio.
Una notte, nella disperazione, dopo aver allattato leo per l'ennesima volta ed essermi infilata sotto le coperte tremante dallo sfinimento, al successivo vagito di leo andai in cucina, presi il latte artificiale, lo misi nel biberon e lo avvicinai alla bocca di leo.
Fu solo il suo rifiuto e il suo pianto disperato a farmi buttare via quel biberon e rioffrirgli il seno, ormai rassegnata che quella fosse l'unica via per nutrirlo.
Ho passato una settimana con il seno sanguinante perché subito mi si lacerarono i capezzoli e mi vennero le ragadi, con poco latte e con la morte nel cuore.
Però leo cresceva, il suo pianto non si arrestava ma solo perché soffriva di reflusso, e quello era anche il motivo del suo non dormire. Invece all'ospedale mi avevano fatto credere che fosse perché non avevo latte e lui aveva fame.
Sparito il baby blues e sparite le paranoie ho avviato un allattamento spettacolare. L'esperta di allattamento mi disse che con quel latte avrei potuto allattare tutto il reparto maternità. L'avessi consultata prima.
Ho allattato fino a che leo ha compiuto l'anno di età e oggi ho un ricordo generamente positivo della cosa, sono felice di averlo fatto ma all'inizio è stato un inferno.