Linda Eva wrote: la tenerezza, il calore e l'amore che provo ad allattarlo non hanno prezzo, anche se non sempre facile, anche se non me lo godo perché mio figlio 3enne quando il piccolo aveva 2 mesi piange e lo consola suo padre, o perché ho mal di testa, o perché potrei dormire un'ora in più prima di andare al lavoro, come non ha prezzo la tranquillità e il senso di sicurezza che trae lui da un contatto così esclusivo e speciale con la sua mamma.
Che non è solo una tetta.
Linda, mi trovi d'accordo su quasi tutto quello che hai scritto perchè sono la prima a credere nell'importanza dell'allattamento al seno - che certo che no, non è solo una tetta, ci mancherebbe.
Se fossi convinta del contrario, credimi, nn mi ostinerei così tanto a continuare.
ho parlato di tetta per significare che, quando le contingenze non mi consentiranno più di perseverare nell'allattamento
esclusivo, avrò bisogno di essere e sentirmi madre anche in tutto ciò che va al di là dell'allattamento al seno.
Mentre scrivo mia figlia è attaccata a me, e lo è - con intervalli di massimo 15/20 min. dalle 7 di questa mattina.
Non sono ancora iuscita ad andare in bagno, nè a preparare la colazione a mio figlio - che adesso è fuori con suo papà - nè potrò preparargli il pranzo (che farà da mia suocera).
ho da lavorare ma lo farò, come ogni giorno, stanotte dopo le 23 (per andare a dormire, se mi va bene, alle 3, svegliarmi alle 5 per la poppota, e poi essere di nuovo in piedi alle 6)!
Ma va bene, strngo i denti perchè sto dando nutrimento, amore, sicurezza, consolazione, alla mia cucciola che ORA ha bisogno di me.
Non voglio nessuna medaglia, nè plausi: è quello che fanno milioni di donne, forse anche meglio di me.
Fa parte del pacchetto, dell'essere madri.
E vien fuori naturalmente, da quell'istinto di cui parli tu.
Però poi leggo osservazioni come quella che ho evidenziato e non posso far a meno di accigliarmi.
Saranno gli ormoni, l'eccessiva suscettibilità, ma io ci leggo tra l righe un confronto che non ha luogo di essere, perchè, senza mettere in dubbio le tue difficoltà, ci sono in ballo bambini DIVERSI, contingenze pratiche, lavorative ed emotive DIVERSE, allattamenti DIVERSI (è sufficiente vedere, nella sottosezione dedicata, quanti modi diversi ci siano di vivere l'allattamento, pur partendo dal medesimo presupposto, ovvero dell'importanza non solo nutritiva dell'allattamento al seno).
Questo voler rimarcare "io ci sono riuscita nonostante......" equivale, PER ME, a dire che chi non riesce non si impegna abbastanza, non è disposto a fare rinunce, o dà priorità ad altro.
Qui non si tratta di scale di prefernza, ma del difficilissimo compito di incastrare tutto, e non sempre la mera volontà può tutto.
Io non so che lavoro tu faccia, nè conosco il tuo vissuto quotidiano, ma posso assicurarti che nel mio caso non si tratta di rinunciare a consolare mio figlio se piange, ma di aver smesso di occuparmi di lui da 2 mesi a sta parte.
Ormai è in pianta stabile dai nonni perchè io non riesco neppure a portarlo fuori, a preparargli un pranzo o una cena degne di essere chiamate tali, nè tantomeno a giocare con lui senzsa che dopo 10 min. sia costretoo a lasciarlo deluso sul tappeto o davanti a un puzzle perchè devo correre da sua sorella urlante che mi terrà impegnata per le prossime 2 ore.
Il nostro rapporto ne sta risentendo tantissimo, lui sta soffrendo enormemente, e mi auguro solo di poter recuperare al più presto.
Mia figlia non dorme MAI durante il giorno (fà mini pisolini di 30 min. al massimo e rigorosamente attaccata al seno) e non sa stare senza il seno in bocca per non più di 15 min. (credimi non esagero).
Ho provato con il ciuccio o a distrarla con altro ma non c'è verso.
E riguardo il sonno, qui non si tratta di voler egoisticamente dormire un'ora in più, ma di riuscire a riposare ALMENO un paio d'ore a notte, senza dover arrivare ad inizio giornata così stanca dal ritrovarmi urlante e isterica coi miei figli, o peggio dal non potermi godere un loro sorriso (e in tal caso, il dirmi, "vabbè, però continuo ad essere una super mamma perchè allatto"
non mi sarebbe di alcuna consolazione).
Credimi, il prezzo che sto pagando c'è tutto.
Ma la mia non vuole essere una lagna sterile o una candidatura a "super eroina dll'anno"(ripeto, so di fare il mio dovere, al pari di tantissime altre mamme), ma ci sta che mi urti un tantino il sentir parlare così genericamente di donne disposte a fare sacrifici e di donne egoiste o meno volitive perchè non considerano il dare un biberon di LA al proprio cucciolo una grave mancanza di rispetto verso di lui.
Io ho sinceramente il terrore di altre gravi mancanze che il mio stato emotivo e psicologico, una volta ripresi e aggiunti i ritmi lavorativi alle mie attuali giornate-tipo, possano ripercuotere sui miei bambini.