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Posted: Wed Nov 30, 2011 10:11 pm
by Rie
ki09 wrote:Non volevo comunque urtare la sensibilità di nessuno o dire che le madri che lavorano hanno un alibi per non stre con i figli ...Siamo credo tutte madri sufficientemnete buone .
Io lo sarei di più se potessi stare con mio figlio più tempo.
Appunto: TU lo saresti di più.
Così come io sarei una madre orrenda, altro che sufficientemente buona, se facessi il full time. Non ho le energie per reggere, e non ho un lavoro che mi realizzi come persona.
Viceversa ti assicuro che mia cugina, una manager affermata, in congedo di maternità non era a suo agio, mentre lavorando tantissimo riesce ora a garantire ai suoi ragazzi momenti meravigliosi, e reputo che il suo modo di essere madre NON possa essere migliore di così. Anzi, tendenzialmente senza quella parte di se stessa sarebbe più infelice, dunque madre meno presente e meno pronta a dare la qualità che serve, anche con tutta la quantità del mondo.

Insomma: c'è la qualità, è vero
C'è la quantità, è vero.

Ma se devo dirla tutta, per come la vedo io sono sopravvalutate entrambe.
La variabile essenziale, quella che spariglia tutte le carte e può rendere pochissimo tempo realmente prezioso, altro che alibi!... è una sola: la natura della mamma.

E le mamme che riescono a rendere piene e belle le serate e i weekend per quanto mi riguarda sono eccezionali: fanno in poco tempo le stesse cose che io, personalmente, faccio in mezza giornata, e altre mamma in una giornata intera.

Posted: Wed Nov 30, 2011 11:19 pm
by alemia
però, io da figlia, ho sempre avuto la sensazione piacevole di sapere che mia mamma c'era
anche se poi non ci incrociavamo
era in casa, che faceva qualcos'altro, ma che mi faceva sentire il calore di una casa con la mamma a disposizione
e a me la cosa confortava moltissimo
questo dal punto di vista di un bimbo

insomma, per me conta anche la quantità, poi che la cosa sia poco realizzabile per mille motivi validissimi, è un altro paio di maniche ;)

Posted: Thu Dec 01, 2011 7:11 am
by Rie
Ale, anche qui... TU hai avuto quella sensazione.
E secondo me non è universale.
Io ad esempio quando ero piccola avevo la mamma che svolgeva un lavoro impegnativo, la chiamavo ridendo "alabarda spaziale" perché arrivava sempre quando facevano la sigla finale di goldrake (non ricordo a che ora fosse, ma nella brutta stagione era buio pesto per tanti giorni, saranno state minimo le 18).

Più avanti, quando è tornata a fare la maestra, gli orari erano più umani e lei era più presente.
Ma non ho avvertito discrasia e non posso dire di aver preferito la sua maggiore presenza, successiva nel tempo... anzi da adolescente credo di aver rimpianto l'alabarda spaziale ahahaha!

E poi ci sono una mia amica e mio marito con madre casalinga che l'avrebbero volentieri spedita fuori casa almeno un po', bimbi con madre lavoratrice che si sentono soli, bimbi come te con mamma a tempo pieno che li ha resi felici.

Ribadisco: per me la quantità è senz'altro un'opportunità, una ricchezza.
Ma non serve a tutti allo stesso modo, e non tutti ne traggono profitto allo stesso modo.
Riflettendoci meglio, mi rendo conto di non essere neutrale come credevo. Temo di essere parziale, di sentirmi più pro qualità, a conti fatti perché è quello il vero obiettivo da raggiungere, nel quadro dei molteplici modi di essere mamme.

Non nego che per alcune persone la quantità sia il mezzo migliore per raggiungere l'obiettivo qualità!
Ci mancherebbe: io stessa ho rinunciato alla carriera pur di avere la quantità!
Ma non la trovo essenziale, se mi guardo intorno e vedo tante ottime madri e tanti figli soddisfatti, persino io stessa nei miei ricordi di bambina, che non ce l'hanno.