"L’epidemia di morbillo in Campania
Nel 2002 in questa regione si sono verificati circa 20.000 casi di infezione da morbillo che, oltre a colpire i “soliti bambini delle elementari” e più raramente dell’asilo, ha stranamente coinvolto un numero abnorme di ragazzi e qualche adulto fino ai 48 anni. In ogni caso ci sono stati tre morti (poi saliti ad otto, tra cui un decesso sospetto: un uomo di 28 anni di Caserta, anche lui non vaccinato, morto a Benevento il 2 luglio) imputate a complicazioni da morbillo (così si dice). Di fatto non sono state rese note le autopsie dei deceduti.
Nei primi casi si tratta di una bambina di sette mesi morta il 10 marzo per insufficienza respiratoria acuta; poi una bambina down di 11 anni all’inizio di maggio, infine il 2 giugno è toccato a Giuseppe, un bambino di 4 anni, oltre ad un sospetto su di un’altra deceduta, 5 giugno, ad otto mesi e mezzo di cui si supponeva la stessa causa ma questa ultima è stata smentita nei giorni successivi.
In Italia per questa malattia l’incidenza è di circa 15 casi su 100.000 mentre già in febbraio 2002 si era arrivati a 22 su 100.000, in particolare in Lazio e Campania. In quest’ultima, l’altro anno sono stati vaccinati per la prima volta il 53% dei bambini, mentre in Italia si è arrivati per la prima volta al 74%. (Corriere della Sera del 14/04/02).
Mettendo assieme tutti questi dati si possono fare dei ragionamenti logici inquietanti.
1.Proprio nel 2001 la Sanità ha praticamente “ultra vaccinato” finalmente anche in Campania (cosa mai riuscita), e nei primi mesi del 2002 compare la più grave epidemia di morbillo della storia d’Italia.
2.Evidentemente all’assessore non quadrava qualcosa, forse sulla chiara dimostrazione di tale causa di morte.
3.In Italia il morbillo “normale” non uccide da 50 anni.
4.Il morbillo non coinvolge ragazzi, adulti e neonati di sette mesi se non eccezionalmente, ed ancora più eccezionalmente li uccide,
5.Quella epidemia non si è comportata in modo normale. Non era un virus normale
6.Se fosse dovuta ai virus vivi diffusi nell’ambiente dai vaccini dell’altro anno, l’epidemia doveva “scoppiare” prima, non in febbraio
7.Negli ultimi dieci anni si è avuta molte volte notizia che dopo la guerra, negli USA spesso “i militari” hanno diffuso su ignare comunità americane virus e batteri pericolosamente modificati per valutarne “l’efficienza”, provocando gravi epidemie locali di malattie anche sconosciute e quindi mal curabili.
8.L’epidemia ed i morti per morbillo in Italia vengono attualmente usati come esempio per convincere alla vaccinazione gli altri paesi avanzati, oltre che per convincere “gli altri campani.
9.E’ noto che le madri vaccinate per il morbillo non sviluppano anticorpi per tutta la vita, come invece chi è stato esposto alla malattia, quindi non passano questa protezione ai figli durante l’allattamento. Il risultato è che negli USA (super vaccinati) il morbillo si presenta frequentemente a pochi mesi di vita o comunque prima dell’età naturale, oppure in età adolescienziale ed anche adulta, con complicazioni molto più gravi (vedi ad esempio Pediatrics 05/11/99). La “loro” soluzione è vaccinare prima dei 15 mesi, ma secondo noi questo aggraverebbe il carico di stress biochimico a carico perlomeno del sistema immunitario ancora in formazione.
10.10) Ricordiamo infine che il morbillo previene molti cancri ed altre malattie degenerative nella misura del 20% (Tove Ronne, The Lancet 05/01/85). In altre parole le malattie infettive rinforzano! Non averle, indebolisce!"
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non è la verità in senso assoluto, ma se uno vuole informarsi deve sentire tutte le campane. è ovvio Martilla che tu sia confusa, ma ti consiglio di prendere tutte le informazioni del caso, approfondire e poi prendere una tua decisione.
qui io non sto dicendo a nessuno DI NON vaccinare eh!? è troppo personale come scelta per dire ad un altro cosa deve o non deve fare, ma secondo me anche affermare il contrario non andrebbe bene.
quindi hai ancora diversi mesi...tranquilla...farai la tua scelta senza inutili ansie
