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candyda wrote:E' un peso se glie lo fai pesare, o se lo rinfacci.
Altrimenti come potrebbe essere un intralcio alla sua (del figlio) serenità?
Mia madre non mi ha mai rinfacciato nè fatto pesare nulla.
Però quando sono cresciuta ho percepito IO la sua amarezza.
Ho smesso presto di chiederle aiuto, e lei penso si sentisse inutile.
Te l'ha spiegato bene Leila.
Un ricatto emotivo non ha bisogno di essere volontario o esplicito.
Un bambino sente e si fa influenzare enormemente da ció che prova il genitore. Banalmente se percepisce che scegliendo una strada piuttosto di un'altra la propria madre è più o meno felice va bene. Se la dicotomia è felice-triste in senso profondo, si farà influenzare e l'amore che prova per il genitore non gli permetterà di fare le proprie scelte liberamente.
Enrico 09.03.09
Veronica 22.03.2011
"Ho il corpo di una diciottenne.
Lo tengo in frigo".
(Spike Milligan)
"È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto cosi dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c'entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso del l'animo, o di miseria, dipende dai casi"
(A.Baricco)