Se Gianni e il suo cinismo sono fiduciosi, sto tranquilla e mi abbandono all'agrodolce, inevitabile peso dell'essere genitore.
Con la finestra che apre Teresa sul... contrappeso dell'essere figlio.
IL PESO DI ESSERE MADRI
Moderator: Paola
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Teresa
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- Joined: Fri Dec 15, 2006 8:25 pm
Volevo aggiungere un'altra cosa.
Ieri mi sono portata questo peso fin dentro al cuore.
Ho ripensato a tutto.
Ai miei figli che non sopravvivono a me, a me che non sopravvivo ai miei figli, a me che non sopravvivo a mio padre, a mia madre che non sopravvive a mio padre, ho pensato che potrei perdere un mio fratello e a quel punto ho capito che ho un peso enorme d'esser sorella e figlia di una madre che ha perso un figlio, avrei il peso di un dolore che si moltiplica all'infinito.
Stavo impazzendo.
Mi capita di rado, ma quando scavo dentro al mio dolore, fino a raschiare nelle paure, tocco il fondo dell'anima, quello dove la punta della pazzia prende lo slancio dall'energia e riemerge.
Ho guardato l'orologio e il proiettore dava nei led le 3.34
Stavo sudando. L'angoscia mi aveva portata in un bagno di sudore.
E ho pensato, in quello slancio a quante cose ancora ho da fare.
Devo andare a San francisco, devo andare a Gerusalemme, devo andare a Bracciano, devo andare anche solo a Pollanatrocchia.
Devo comprare regali da far scartare loro, devo ancora urlare, piangere, forse devo ancora partorire, almeno posso anora sognare di farlo.
Il peso specifico dell'esser madri, d'improvviso ha mutato la sua consistenza.
L'orologio sul muro segnava le 6.45.
Ho amato mio marito, lo so, sono nel pubblico, ma ho bisogno di dirlo e ho pensato alle mie bambine con un amore leggero e vano.
NOn so quanto durera', ma ancora una volta, da quel peso, divenuta energia, sono ripartita.
Buna giornata donne!
Buona giornata MAMME!
Ieri mi sono portata questo peso fin dentro al cuore.
Ho ripensato a tutto.
Ai miei figli che non sopravvivono a me, a me che non sopravvivo ai miei figli, a me che non sopravvivo a mio padre, a mia madre che non sopravvive a mio padre, ho pensato che potrei perdere un mio fratello e a quel punto ho capito che ho un peso enorme d'esser sorella e figlia di una madre che ha perso un figlio, avrei il peso di un dolore che si moltiplica all'infinito.
Stavo impazzendo.
Mi capita di rado, ma quando scavo dentro al mio dolore, fino a raschiare nelle paure, tocco il fondo dell'anima, quello dove la punta della pazzia prende lo slancio dall'energia e riemerge.
Ho guardato l'orologio e il proiettore dava nei led le 3.34
Stavo sudando. L'angoscia mi aveva portata in un bagno di sudore.
E ho pensato, in quello slancio a quante cose ancora ho da fare.
Devo andare a San francisco, devo andare a Gerusalemme, devo andare a Bracciano, devo andare anche solo a Pollanatrocchia.
Devo comprare regali da far scartare loro, devo ancora urlare, piangere, forse devo ancora partorire, almeno posso anora sognare di farlo.
Il peso specifico dell'esser madri, d'improvviso ha mutato la sua consistenza.
L'orologio sul muro segnava le 6.45.
Ho amato mio marito, lo so, sono nel pubblico, ma ho bisogno di dirlo e ho pensato alle mie bambine con un amore leggero e vano.
NOn so quanto durera', ma ancora una volta, da quel peso, divenuta energia, sono ripartita.
Buna giornata donne!
Buona giornata MAMME!
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06
"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
Mena 2/05/06
"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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silviasap
Re: IL PESO DI ESSERE MADRI
rufy wrote:E in questa spirale di amore e di proiezioni di sofferenze ho ripensato e sperato nelle parole di Pennac, che diceva, con la sua lucida ironia, che la realta' e' piu' sopportabile del suo fantasma, anche se peggiore.
Ci devo credere.
Mai sentito parole più vere. E' così. Tante volte ho immaginato la morte e il distacco. Tante volte ho pensato che non avrei sopravvissuto ad un simile dolore. Eppure sono qui, con una grande fetta di cuore in meno, ma so ancora ridere, sperare, sognare, gioire, vivere.
In merito al tema del post, che dire? Io ero una persona diversa, fino a quando ho visto Diego in piena crisi convulsiva. Prima ero forse un po' incoscente, non mi spaventavano febbri o malanni, non ci vedevo nulla di pericoloso o funesto.
Dopo aver visto mio figlio inerme, con gli occhi vitrei, scosso da tremiti e totalmente INDIFESO ho capito quanto lacerante sia la paura di perderlo e da allora, ad ogni malanno, non posso fare a meno di provare una sottile angoscia che mi chiude lo stomaco, ho il terrore di sottovalutare qualche sintomo che possa far capire che non si tratta di semplice influenza.
Grazie a dio il mio pediatra sa il nostro vissuto, di convulsioni e morte imporvvisa e inaspettata, e non è solo pediatra ma anche psicologo (ah !!!) e mi aiuta a non aver paura.
Scaccio l'angoscia che mi prende perchè so che comunque non si può nulla contro il destino, e che non è conveniente ne intelligente condizionarsi la vita prima che le cose capitino.
Quindi, tutto quello che faccio, è amare.. amare con tutto il cuore chi mi è caro, esserci sempre al bisogno, ed essere attenta ai dettagli.
Scusate se sono stata prolissa
