Posted: Wed Aug 20, 2008 9:24 pm
Non so, non riuscirei a fare una scala di "importanza della relazione".
Qui si è parlato di vedersi coppia o trio o quartetto, io vedo relazioni a due a due: mia con Luca (fatta di amore, sesso, complicità), mia con Irene (costruita in modo esclusivo quando era più piccola, fatta di un amore speciale per essere stata la prima figlia, fatta di un mio specchiarmi in qualche modo in lei perchè femmina, condita con la sensaz di doverle qualcosa di più perchè è stata figlia unica fino all'anno scorso e di fatto le è stato tolto qualcosa), mia con Damiano (un amore materno più maturo, pieno di tenerezza per questo bimbo così dolce, col fascino di crescere un individuo dell'altro sesso ecc) e poi ci sono i LORO rapporti a due a due (padre-figlia, padre-figlio, sorella-fratello), ci sono tutti i vari sottoinsiemi insomma (a tre, a quattro) che di fatto esistono e sono tutti diversi, tutti con una loro identità e tutti da coltivare.
Quel che è certo è che non permetto a nessun prete (si, di solito è un concetto "di chiesa", diciamo così) di venirmi a dire che mio marito è più importante dei miei figli ah ah ah. Nessuna responsabilità loro della mia felicità o infelicità, ma una mia enorme responsabilità dell'averli messi al mondo e del crescerli nel modo migliore che mi sia possibile.
Qui si è parlato di vedersi coppia o trio o quartetto, io vedo relazioni a due a due: mia con Luca (fatta di amore, sesso, complicità), mia con Irene (costruita in modo esclusivo quando era più piccola, fatta di un amore speciale per essere stata la prima figlia, fatta di un mio specchiarmi in qualche modo in lei perchè femmina, condita con la sensaz di doverle qualcosa di più perchè è stata figlia unica fino all'anno scorso e di fatto le è stato tolto qualcosa), mia con Damiano (un amore materno più maturo, pieno di tenerezza per questo bimbo così dolce, col fascino di crescere un individuo dell'altro sesso ecc) e poi ci sono i LORO rapporti a due a due (padre-figlia, padre-figlio, sorella-fratello), ci sono tutti i vari sottoinsiemi insomma (a tre, a quattro) che di fatto esistono e sono tutti diversi, tutti con una loro identità e tutti da coltivare.
Quel che è certo è che non permetto a nessun prete (si, di solito è un concetto "di chiesa", diciamo così) di venirmi a dire che mio marito è più importante dei miei figli ah ah ah. Nessuna responsabilità loro della mia felicità o infelicità, ma una mia enorme responsabilità dell'averli messi al mondo e del crescerli nel modo migliore che mi sia possibile.
