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Posted: Mon Aug 31, 2009 9:20 am
by Scrj
Paola M. wrote:Io sono ottimista, mi fa più paura la morte dei miei figli che tutto il resto, ho la convinzione che laddove vi sia amore e assoluto RISPETTO di loro fin da quando sono nella pancia lo stesso rispetto lo avranno per me e per tutti quelli che incontrano.

Gli esempi che hanno in famiglia vanno tutti nella direzione che vorrei andassero quando sono adulti (per dire: mio marito ha smesso di fumare per non dare a loro un esempio negativo) e ho la certezza, che per quanto sbaglieranno (chi di noi non l'ha fatto?) troveremo insieme una soluzione.
TUTTE io questo Ve lo quoto ad occhi chiusi!!!!
Dico, cavolate ne ho fatte pure io, ma poi pensando alla delusione che avrei provocato ai miei...me ne sono tornata sulla retta via (con qualche deviazione, certo, ma di poco conto...).
Ho idea anche io che il rispetto (reciproco!) sia una delle basi fondamentali.

Posted: Mon Aug 31, 2009 9:29 am
by Cosetta
Scrj wrote:No certo, non è affatto generalizzabile, ma la cosa è diffusa, purtroppo.
Cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa?
C'è maggiore fiducia nei propri ragazzi e minore nel ruolo educativo dei maestri? Ci sono maggiori aspettative? O solo più menefreghismo?
La mia impressione è che ci sia:
- più aspettattive, nel senso che sui figli si investe molto, se ne fanno meno, ci si aspetta che siano fonte di soddisfazione personale, ci si identifica troppo
- più menefreghismo, nel senso che non c'è tanta voglia di far fatica (seguirli, portarli, riaccompagnarli, passare del tempo insieme, creare alternative), forse anche meno tempo di stargli dietro
- minore fiducia nei maestri, e anche giustificata, perché obiettivamente un laureato sbattuto a insegnare a degli adolescenti può essere un grande incompetente, non ha nulla che garantisca l'adeguatezza al ruolo (troppo le Siss, ma giusto come si prevede adesso almeno un anno di tirocinio seguiti da un tutor),
prima di dava ragione a prescindere, adesso si da anche troppo torto però talvolta, per i motivi sopradetti

Posted: Mon Aug 31, 2009 11:06 am
by Lella
Cos73 wrote:La mia impressione è che ci sia:
- più aspettattive, nel senso che sui figli si investe molto, se ne fanno meno, ci si aspetta che siano fonte di soddisfazione personale, ci si identifica troppo
- più menefreghismo, nel senso che non c'è tanta voglia di far fatica (seguirli, portarli, riaccompagnarli, passare del tempo insieme, creare alternative), forse anche meno tempo di stargli dietro
- minore fiducia nei maestri, e anche giustificata, perché obiettivamente un laureato sbattuto a insegnare a degli adolescenti può essere un grande incompetente, non ha nulla che garantisca l'adeguatezza al ruolo (troppo le Siss, ma giusto come si prevede adesso almeno un anno di tirocinio seguiti da un tutor),
prima di dava ragione a prescindere, adesso si da anche troppo torto però talvolta, per i motivi sopradetti
Si vero, secondo me c'è un'ingerenza eccessiva nei ruoli altrui degli educatori ( maestri e professori) e vedo che c'è una tendenza a prendere sempre le parti del figlio e a giustificarlo.
Forse davvero tendiamo a esssere iper-protettivi e a spianarli troppo la strada.