Avrei potuto scriverle io nel 2003-2004.
Ma ci sono un po' di cose che volevo chiederti e dirti...
Da chiederti ho questo.
Set cosa dice? Hai provato a parlargliene? E' una tua impressione fondata su quali elementi o atteggiamenti di Set? Il minor tempo che passa con la bimba da solo non credo che sia abbastanza per determinare questa esclusione. E il bagnetto, così a occhio, e la cena insieme, mi sembrano bei momenti anche per lui.caterina wrote: Ma a volte ho come l'impressione che Set si senta...fuori.
Fuori da un cerchio.
A parte il fatto che ci sono uomini che, almeno con i bambini molto piccoli, verso la coppia mamma-figlio hanno un atteggiamento tipo "papà cervo che sorveglia dall'alto"... tipo scena di bambi... ma qui la mamma non muore, grazie!
Mio marito ad esempio è sempre stato così: meno partecipe direttamente, ma responsabile e affettuoso nel creare il nido, lo spazio e il tempo per il rapporto mamma-figlio.
Da dirti invece ho... un'ipotesi e un'esperienza personale confortante.
L'ipotesi: a volte queste sensazioni struggenti, violente, assolute, tornano a proporzioni più ragionevoli quando i figli crescono. A me è successo, e (povero Federico!) in ogni caso le ho provate meno forti per il secondogenito. Finisce che sei travolta da altro; finisce che i bimbi crescono ed escono, loro per primi, da una simbiosi che invece quando sono più piccini ha una portata sconvolgente, per la madre prima che per il cucciolo, che la vive e la dà per scontata con serenità.
L'esperienza confortante (secondo me). Da giovane, da non-mamma, sono stata una persona molto fragile. Temevo di spezzarmi con la nascita di Alex, non mi sentivo pronta, avevo allertato mio marito. Ma... in Alex ho trovato una nuova forza; la mia vera forza, se non altro sufficiente a vivere senza essere troppo condizionata dalle fragilità. Una dipendenza, senz'altro. Sembra che sia tu, la madre, ad appoggiarti al figlio, in un'innaturale rovesciamento degli equilibri.
Capita però che prima o poi (ti auguro poi, e ti auguro per cose non serie) il figlio abbia bisogno.
E allora scopri che quella forza, quella capacità di essere tu sostegno per una creatura in crescita che dipende da te, ce l'hai.
Forse l'hai come assorbita dal cucciolo proprio in quei momenti... quando ti cullavi nell'immensità di un sentimento, e questo ti trasforma in leonessa quando si tratta di lottare e di essere, tu, la sua roccia.
Un abbraccio, Cate.


