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Chloe83 wrote:Non specificava un'età... ma magari ho travisato io, spero sempre che qualcuna più ferrata di me mi spieghi se ho capito bene.
Ma poi, mi chiedevo: ma l'esistenza del complesso edipico/di Elettra è stata accertata? Perchè Bernardi ne parla come di una realtà indubitabile, io credevo fosse un concetto superato...
Beh ma Bernardi è su certi aspetti superato.
Comunque io credo che voglia applicare i discorsi per i bambini più grandini, solo che non specificando si possono accogliere anche per bimbi più piccoli.
Secondo me è troppo interpretabile.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
Aspetta però Lenina che te lo cito letteralmente, almeno nelle parti che mi hanno lasciata così perplessa: "Quando la figura materna è sempre presente, sempre appiccicata al bimbo e sempre ai suoi ordini costui non avrà più alcun motivo di interessarsi agli oggetti esterni,agli oggetti transazionali con cui sostituire il volto materno. La sua curiosità per il mondo sarà scarsamente stimolata. La conseguenza logica potrebbe essere questa: che il mondo resti per lui qualcosa di sconosciuto e inesporato. Ma non attraente.
(non so che intenda con "sempre ai suoi ordini", se mia figlia chiama io certo non la ignoro...)
E ancora: Potrebbe non ruscire mai a sostituire la figura materna con un oggetto culturale, cioè con un oggetto transazionale evoluto come l'arte, una fede religiosa o politica, l'amore per gli altri e via dicendo. In tal caso riuscirebbe a sostituire la figura materna solo con un'altra figura materna [...] resterebbe a conti fatti un pover'uomo o una povera donna impreprato a badare ai fatti suoi e perennemente bisognoso del soccorso altrui
E ancora: L'affannarsi angosciosamente nell'intento di prevenire ogni capriccio del bambino, il consolarlo sempre per ogni piccolezza, il tenerselo perennamente attaccato ai panni, l'allontanare minuziosamente da lui ogni più piccola contrarietà e rivolgersi sistematicamente a lui con quegli sciropposi accEnti che irriterebbero anche il più benevolo degli ascoltatori, tutti questi comportamenti servono solo a rendere il bambino sempre più dipendente dalla madre per un versoe sempre più tirrannico per l'altro verso. Cioè sempre meno adatto a vivere."
Io, sarà perchè non sono una fan del "lascialo piangere", sarà perchè me la tengo "attaccata ai panni" finchè vuole, sarà perchè istintivamente mi rivolgo sistematicamente a lei in motherese e comunque con un tono che un ascoltatore malevolo potrebbe trovare "sciropposo" trovo siano oggettivamente righe pesanti e poco interpretabili.
Chloe83 wrote:Aspetta però Lenina che te lo cito letteralmente, almeno nelle parti che mi hanno lasciata così perplessa: "Quando la figura materna è sempre presente, sempre appiccicata al bimbo e sempre ai suoi ordini costui non avrà più alcun motivo di interessarsi agli oggetti esterni,agli oggetti transazionali con cui sostituire il volto materno. La sua curiosità per il mondo sarà scarsamente stimolata. La conseguenza logica potrebbe essere questa: che il mondo resti per lui qualcosa di sconosciuto e inesporato. Ma non attraente.
(non so che intenda con "sempre ai suoi ordini", se mia figlia chiama io certo non la ignoro...)
E ancora: Potrebbe non ruscire mai a sostituire la figura materna con un oggetto culturale, cioè con un oggetto transazionale evoluto come l'arte, una fede religiosa o politica, l'amore per gli altri e via dicendo. In tal caso riuscirebbe a sostituire la figura materna solo con un'altra figura materna [...] resterebbe a conti fatti un pover'uomo o una povera donna impreprato a badare ai fatti suoi e perennemente bisognoso del soccorso altrui
E ancora: L'affannarsi angosciosamente nell'intento di prevenire ogni capriccio del bambino, il consolarlo sempre per ogni piccolezza, il tenerselo perennamente attaccato ai panni, l'allontanare minuziosamente da lui ogni più piccola contrarietà e rivolgersi sistematicamente a lui con quegli sciropposi accEnti che irriterebbero anche il più benevolo degli ascoltatori, tutti questi comportamenti servono solo a rendere il bambino sempre più dipendente dalla madre per un versoe sempre più tirrannico per l'altro verso. Cioè sempre meno adatto a vivere."
Io, sarà perchè non sono una fan del "lascialo piangere", sarà perchè me la tengo "attaccata ai panni" finchè vuole, sarà perchè istintivamente mi rivolgo sistematicamente a lei in motherese e comunque con un tono che un ascoltatore malevolo potrebbe trovare "sciropposo" trovo siano oggettivamente righe pesanti e poco interpretabili.
queste sono parti che non condivido.
soprattutto non ritengo necessario l'oggetto transizionale.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"