Parlo per le esperienze che mi sono state riferite, compresa quella di mio marito che all'epoca fece la primina, e ti assicuro che i bimbi che incontrano normali difficoltà dovute all'età nel fare le cose si demotivano facilmente con ripercussioni sull'autostima. Onestamente per i casi che conosco io non mi è stata rappresentata la bella realtà di cui parli tu, ma di scuola con ore di lezione seduti in classe, compiti e qalche ora di "svago" certo ma ovviamente limitate perchè "siamo a scuola non all'asilo". Non dubito che chi fa questa scelta lo faccia per il bene del bambino convinto di fare bene, quello che mi chiedo io è, qual'è il vantaggio per il bambino ad andare a scuola a 5 anni e mezzo anzichè a 6 e mezzo?MANU wrote:Frustrato mi sembra un pò troppo, no?
Fermo restando che (secondo me) chi li manda in anticipo
non è che lo fa senza pensarci bene su, credo proprio che i primi
pensieri siano quelli di non appesantire il proprio figlio di responsabilità
più grandi di lui.
E giocare si gioca lo stesso eh.
Anzi ha fatto più cose/giochi/laboratori l'anno passato con bambini
che avevano "quasi" la sua età, di quanti avrebbe potuto farne con bambini
di 3/4 anni all'asilo.
Ripeto, se oggi mi dicessero di mandare Simone non lo farei neanch'io eh.
ma Simone è di un'altra pasta rispetto a sua sorella, non è nè meno nè di più,
ha semplicemente un carattere diverso.
Scuola a 5 anni e mezzo, si o no?
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MAMMANANCY
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Io ho trovato vantaggioso farle fare quello per cui lei era pronta.PULCINO07 wrote:Parlo per le esperienze che mi sono state riferite, compresa quella di mio marito che all'epoca fece la primina, e ti assicuro che i bimbi che incontrano normali difficoltà dovute all'età nel fare le cose si demotivano facilmente con ripercussioni sull'autostima. Onestamente per i casi che conosco io non mi è stata rappresentata la bella realtà di cui parli tu, ma di scuola con ore di lezione seduti in classe, compiti e qalche ora di "svago" certo ma ovviamente limitate perchè "siamo a scuola non all'asilo". Non dubito che chi fa questa scelta lo faccia per il bene del bambino convinto di fare bene, quello che mi chiedo io è, qual'è il vantaggio per il bambino ad andare a scuola a 5 anni e mezzo anzichè a 6 e mezzo?
Non trovavo giusto farle fare un altro anno di asilo (nella sua classe ci sono
3/4/5 anni tutti insieme) a pitturare ancora con le dita una sciarpa quando arriva l'inverno
o mettere la sabbia con la colla sulla castagna, capisci?
Ho trovato che avesse (per problemi nostri di orario di lavoro) una buona
capacità di adattamento ai nuovi orari (già faceva 7.30-17, ora fa 7.30-16.30).
Ho trovato che per lei stare seduta tot ore a fare i compiti (pregrafia) non
fosse stancante, ho capito che lei non aveva più necessità del sonnellino pomeridiano
(non lo faceva già più al nido) e tante altre componenti
che ci hanno fatto indirizzare alla scuola.
Eh sì, forse quest'anno (in seconda) cominceranno davvero le "lezioni"
un pò pesanti, ma si è rodata con l'anno scorso in cui ,credimi, hanno
sì imparato tante cose, ma con calma, e con i tempi dei bambini (anche quelli che di
anni ne avevano quasi 7).
Con questo, e sono ripetitiva me ne rendo conto, non voglio dire
che tu che sei contraria sbagli. Solo che non siamo genitori incoscenti
che li mandiamo così perchè ci va di farlo.
Io, per il momento, non sono assolutamente pentita della nostra decisione.
Così come non lo sarà chi ha deciso il contrario.
- la yle
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Mio fratello, del 2/1/75 iniziò regolarmente quello che doveva essere l’ultimo anno d’asilo.
Il giorno che iniziarono le scuole, la superiora disse a mia mamma che se avesse trovato una maestra che lo prendeva in classe per la primina, per loro era pronto.
Allora con il corredo di disegni che le diedero all’asilo andò dal direttore della scuola elementare che valutò la situazione e fece chiamare da una prima una maestra.
In pratica iniziò la scuola un giorno dopo gli altri bambini. La cosa più vantaggiosa fu che si ritrovò in una classe con una maestra veramente brava scelta apposta per lui dal direttore .
Di questo anticipo non ha mai sofferto però fu la scuola materna che invitò la famiglia a fare il passaggio.
Il giorno che iniziarono le scuole, la superiora disse a mia mamma che se avesse trovato una maestra che lo prendeva in classe per la primina, per loro era pronto.
Allora con il corredo di disegni che le diedero all’asilo andò dal direttore della scuola elementare che valutò la situazione e fece chiamare da una prima una maestra.
In pratica iniziò la scuola un giorno dopo gli altri bambini. La cosa più vantaggiosa fu che si ritrovò in una classe con una maestra veramente brava scelta apposta per lui dal direttore .
Di questo anticipo non ha mai sofferto però fu la scuola materna che invitò la famiglia a fare il passaggio.
