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Posted: Sat Jan 22, 2011 6:21 pm
by Fragolablu
nove wrote:Non credo che nessuno si auguri di avere un figlio malato o con problemi.
Non credo sia quello il punto.

Il punto è che quando ti capita, dapprima ovviamente ti chiedi perché.

Il dolore ti butta all'aria la vita, ti sovverte le priorità, ti fa capire quello che realmente conta.
E ti rendi conto che questa cosa, che tu non avresti mai voluto, che forse nemmeno lui avrebbe mai voluto, la puoi vivere con uno spirito diverso.
Una cosa che non auguri. Che non volevi di sicuro. Ma che è lì, per te, con te, e ti cambia la vita. E te la riempie a suo modo.

Allora l'importante davvero non è la salute, nè la capacità intellettiva o pratica. Ma l'amore. Perché è quello che rende felici e non il resto.
Silvia wrote:non voglio aprire una diatriba amnio non amnio, o peggio aborto non aborto, non qui, non ora.
però vi assicuro che la scelta di fare l'amnio non è una scelta leggera che si fa perchè non si ama il proprio bambino eh
stiamo attenti...

Quoto entrambe.

Posted: Sat Jan 22, 2011 6:21 pm
by polpit
Silvia wrote:no invece questa consapevolezza io l'ho. era chiara. certo che meglio amato che non esserci proprio anche se malato.
ma meglio ancora sano scusami, sano e amato
sembro pazzaglia lo so.
Silvia wrote:non voglio aprire una diatriba amnio non amnio, o peggio aborto non aborto, non qui, non ora.
però vi assicuro che la scelta di fare l'amnio non è una scelta leggera che si fa perchè non si ama il proprio bambino eh
stiamo attenti...
Noi abbiamo solo Vittorio.
Adesso a fine mese ha tre anni.
Quando ero incinta avevamo deciso di fare la villocentesi e quindi avevamo anche ammesso la possibilità di abortire.
Nel caso di una nuova gravidanza, non mi sentirei di farla.
Si sveglia al mattino e già chiacchiera, è bello come il sole, salta come una capretta e le sue risate ti riempiono il cuore.
La mia vita senza di lui? Non voglio pensarci.
Da pochi mesi mesi tre diversi neuripsichiatri infantili hanno diagnosticato "autismo con ritardo medio lieve".
Rispetto il pensiero altrui, ma io rimango convinta che "l'importante è che sia sano".
Noi cercheremo di fare tutto il possibile per lui, ma la sua disabiltà condizionerà pesantemente il suo futuro, aggiungendosi alle difficoltà e sofferenze che inevitabilmente la vita riserva a ciascuno.
Il nostro amore ci aiuterà nel percorso che dovremo fare e la sua diversità è anche arricchimento, ma in una società come la nostra, rischia la solitudine e l'isolamento e noi non ci saremo per sempre.
Sano non per noi, ma per lui.

Posted: Sat Jan 22, 2011 6:39 pm
by polpit
Preciso che ho quotato perchè condivido quanto ha scritto Silvia.