PEro' e' una questione di contenitori. Di insiemi. Di proporzioni.Sharazade wrote:Si, anche io amo la semplicità maschile. Ma noi donne siamo differenti, non per nostra scelta scelta. Infatti ti parla una in pieno sconvolgimento ormonale post partum. E ho parlato dell'esperinza di un'amica la cui vita di coppia è scoppiata proprio in quel fragilissimo momento.
Così, come noi donne dovremmo accettare la semplicità maschile, l'uomo dovrebbe comprendere il nostro delicato e fragile equilibrio. Che dopo un parto forse una moglie non dovrebbe aver paura di perdere l'uomo che ama solo perchè è immensamente stanca.
Un meccanismo semplice non puo' comprendere le dinamiche complesse.
Per alcuni versi e' possibile solo il contrario.
Io personalmente non ho mai temuto di perdere mio marito dopo i parti.
Probabilmente certe paure affondano comunque su equilibri di coppia gia' meno stabili, meno radicati, meno consolidati.
A volte dovremmo fare anche un ulteriore piccolo sforzo per guardare l'insieme.
Una donna partorisce un figlio che per nove mesi e' stato dentro di lei.
L'uomo per molti versi e' li a guardare.
A cercare di entrare in questo legame che la natura istaura in modo diretto tra noi e il nostro bambino.
Diamo per scontato che per un uomo tutto venga in automatico.
Magari non e' cosi'.
Magari ciascuno, per propria parte deve elaborare il suo processo con gli strumenti che la natura ci mette a disposizione e la cultura (istruzione, educazione, contaminazione) elabora e interpreta.
A volte penso, semplificando all'osso, che si tratti anche solo di un po' di buona volonta'....

