Io quoto Fede,
questa è stata anche la mia esperienza, nei primi mesi del secondo bimbo.Erin-75 wrote:non lo trovo così innaturale
perché è innegabile che per quanto una neomamma (di figlio unico) possa faticare a capirlo occuparsi di un figlio piccolissimo è molto più semplice che occuparsi di un bambino più grande, perché un neonato ha esigenze minime rispetto ad un bambino più grande che ti impegna a livello fisico ma soprattutto psicologico perché è trattare con altro da se', un neonato è ancora parte di se' (inteso se' come mamma).In più aggiungiamoci che questo bimbo più grande è una bimba in piena fase di primo conflitto con il genitore dello stesso sesso, mettiamoci la sua indole volitiva e la tua poca pazente, mettiamoci che è giustamente gelosa e spesso malata la situazione diventa inevitabilmente esplosiva.
Al momento del parto, sono andata in ospedale lasciando a casa una bimba piccola, e al mio ritorno ho ritrovato una bambina grandissima, autonoma e indipendente.
L'arrivo del piccolo aveva stravolto completamente la mia percezione.
Ma anche i piccoli crescono, anche loro acquisiscono una -se pur sempre minore della sorella- autonomia, e anche loro diventano "altro da noi".
E gli equilibri si riassestano.
Ora siete in una fase transitoria. Ettore è piccolissimo, non è ancora un bambino, è "solo" un neonato, in simbiosi con te.
Il fatto che tu sia qui a interrogarti, con preoccupazione e grande onestà, a mio parere ti mette al riparo da buona parte di quegli errori.Sheireh wrote:E quello che mi gira in testa è: e se non ci dovessi riuscire? Per quante mamme ce la fanno, quante altre invece se ne lasciano sopraffare e rovinano la vita ad uno dei figli? E se dovessi pure io essere una di queste mamme?
Per la gestione pratica, io ho fatto come Luisa,
e mi -ci- è stato molto utile.
Lucas era un pochetto il "bambolotto" di sua sorella. Era lei a scegliere come vestirlo (a volte orridamente
(in questo il fatto che le maggiori siano femmine spesso è un grande aiuto, sono più interessate a giocare a fare le "mammine")
Pandina wrote:Io a dire il vero giocavo anche su frasine tipo "uff, sentila, sta già frignettando un po'.... sono un po' noiosi eh, questi fratellini piccoli che piangono sempre..."
Le facevo quasi volutamente percepire che mi occupavo della piccola perché dovevo, perché questa piccola aveva delle necessità, ma che alla fine erano anche un po' noiosi, e davo voce un po' ai suoi pensieri. Accudendo la piccola parlavo ad alta voce sperando che lei recepisse il messaggio che giocare con lei era più interessante, ma ogni tot mi toccava occuparmi di sta sorella frignona rompipalle.
Il mio intento era quello di farle capire che alla fin fine sono un po' una noia sti neonati...
Magari in sua presenza cerca di limitare gli sbaciucchiamenti amorosi con Ettore e fai il possibile per lasciare Ettore in sdraietta o non sempre in braccio in presenza di Arianna.
(.....)
Elogiavo tantissimo Alice quando aveva un atteggiamento carino nei confronti della sorella e se la sorella piangeva la sgridavo per finta brontolando un po' quando mi toccava ninnarla in braccio. Prova a ritornare piccola Ila, e a pensarti nei suoi panni, vedrai che troverai il modo.



