Cate, ma se invece di tuo padre fosse stato qualcun'altro? Tipo una cara amica che avesse fatto il pippone a Rachele per poi prenderla di peso come avresti reagito?
Perchè forse non è tanto l'essere figlia o madre ma in un attimo di stanchezza fisica e mentale ti sei fatta prendere alla sprovvista.
Per come la vedo io comunque anche se si rimane figli e genitori sempre, arriva un momento nella vita in cui ti "emancipi" dalla figura di figlio, il momento in cui dovresti scrollarti di dosso il fagotto di "imposizioni" dettate dalla famiglia per essere quello che veramente sei...
Molto figlia, poco mamma
Moderator: Paola
- caterina
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Re: Molto figlia, poco mamma
Non mi è mai successo, non riesco ad immaginare qualcuno che mi "contesta", come non mi stava contestando lui.
Stava contestando lei, semmai.
Ma non mi capita mai, quindi non so immedesimarmi in questa domanda.
So però che il mio istinto mi aveva ruggito un: ehi, lasciala stare.
Che non ho detto.
Stava contestando lei, semmai.
Ma non mi capita mai, quindi non so immedesimarmi in questa domanda.
So però che il mio istinto mi aveva ruggito un: ehi, lasciala stare.
Che non ho detto.
- enza
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Re: Molto figlia, poco mamma
Credo che verso i genitori si provi sempre una sorta di soggezione che impedisce prese di posizione più che legittime.
Immagino tu a posteriori ti sia sentita mancare nel tuo ruolo di madre perché non hai imposto la tua volontà a favore di Rachele, ma sotto sotto potresti aver delegato il tuo papà nella soluzione del disagio anche se poi la modalità non ti è piaciuta.
Immagino lui si sia sentito sensibile difronte alla tua fatica che se fosse stata vissuta in tranquillità non gli avrebbe fornito gli spunti.
Ma un bambino di 5 anni non è proprio un "dolce peso" figuriamoci poi se ci sono dei precedenti.
La cura che hai verso la tua bambina è la migliore rassicurazione del fatto che sei ancora figlia ma principalmente sei una mamma che non ha proprio nulla da rimproverarsi.
Immagino tu a posteriori ti sia sentita mancare nel tuo ruolo di madre perché non hai imposto la tua volontà a favore di Rachele, ma sotto sotto potresti aver delegato il tuo papà nella soluzione del disagio anche se poi la modalità non ti è piaciuta.
Immagino lui si sia sentito sensibile difronte alla tua fatica che se fosse stata vissuta in tranquillità non gli avrebbe fornito gli spunti.
Ma un bambino di 5 anni non è proprio un "dolce peso" figuriamoci poi se ci sono dei precedenti.
La cura che hai verso la tua bambina è la migliore rassicurazione del fatto che sei ancora figlia ma principalmente sei una mamma che non ha proprio nulla da rimproverarsi.
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
VAVI
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