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Posted: Tue Dec 11, 2007 11:04 am
by Daria
Pensa Barbara invece che i miei entrambi non sono ancora arrivati alla fase del papismo, sono ancora tremendamente mammoni, damiano in maniera piu' nascosta, meno evidente , enea invece lo e' sfacciatamente...e comunque tra loro si e' creata una sorta di competizione a chi si fa coccolare di piu' da me, un disastro perche' nessuno dei due vuole stare con mio marito il quale porello ci rimane anche un po' di cacca per questo attaccamento morboso verso di me,
io i miei figli li vedo grandi, autonomi, combattivi, decisi, li vorrei poco attaccati alla gonna della mamma, e spero che cosi sara' ma vorrei tanto che dentro al loro cuore rimanesse questo amore morboso che c'e' adesso, se dovesse mancarmi ci starei veramente male, egoisticamente lo so, ma sarebbe tremendo

Posted: Fri Dec 28, 2007 8:07 pm
by cambomamma
Il mio bambino è un maschio e lo adoro, lo amo nel più profondo ma proprio per questo cerco e spero di non avere per lui un attaccamento morboso e quando sarà l'ora sarò contenta che si stacchi da me che abbia una sua vita, un suo pensiero.
Non sopporto i maschi mammoni, che pendono dalle parole di mammà come purtroppo spesso fa mio marito! Ci sto già abbastanza male e spero davvero di non fare altrettanto con mio figlio, non lo sopporterei.
Lasciare liberi i propri figli, ricordatelo non è che un bene e loro vi ameranno di più e se per qualche giorno o settimana non telefonano non vuol dire che vi amano di meno.

Posted: Sat Dec 29, 2007 9:49 am
by Guest
La tua osservazione mi ha dato da pensare: ho due figli una bimba di quasi 6 anni ed un maschietto di 15 mesi.
La prima è esattamente come il tuo maschietto: per lei esisto poco, mi ha rinfacciato fino allo sfinimento il mio lavoro di 8 ore, ha fatto di tutto per farmi capire che ce l’aveva con me, tanto da dirmi “ adesso non ho tempo io per te” o “lavoro, lavoro, sempre lavoro ed io?” e pensare che per lei mi sono annullata,per lei ho vissuto la malattia come un dramma, non uscivo mai, ero lavoro-casa e casa-lavoro, niente parrucchiera, niente di niente. La notte però usciva tutta la sua insicurezza: dormiva abbracciata a me, si svegliava quelle 20 volte e forse più ed io non sapevo che fare. Pian piano stiam risolvendo, ma nonostante le coccole a gogò che ha preso e prende, non è molto espansiva, però pretende, pretende affetto, carezze, baci.
Ammetto che si confida molto, che quando ha qualche problema arriva sempre dalla mamma, però non sento o per lo meno sento poco la complicità.

Il piccolo invece è pieno di affetto, pieno di amore, mi abbraccia, mi bacia, mi regala mille sorrisi, è solare sia con me che con mio marito e pensare che per lui le attenzioni sono state inferiori che la sorella, eppure al momento lui è quello complice con entrambi.

Quello che so è che il “mestiere” della mamma è quello più difficile, che non puoi cambiare quando tutto ti sembra che vada male, ma devi metterci anima, corpo e mente per rendere quegli “esserini” persone in grado di affrontare la vita.

Come li vorrei da grandi? Persone felici e forti di fronte alle avversità dell’esistenza in qualsiasi parte del mondo decidano di stare, ma consapevoli che la sua mamma ed il suo papà li amano e son qui ad accoglierli ed aiutarli sempre. Mi piacerebbe che quel cordone che ci ha uniti fisicamente per 9 mesi fosse quello che spiritualmente e mentalmente ci unisce per l’eternità