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Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

Nat wrote:si penso che ci sia di mezzo anche il fatto che così un genitore ha la sicurezza che il figlio a scuola non ha perso tempo
non so come dire
negli anni successivi (elementari ,medie) diventa sempre più evidente questa cosa
di dare molta importanza alla quantità di nozioni imparate
e poca al metodo d'apprendimento o allo sviluppo dell' intelligenza in se
perchè non è una cosa che si può toccare con mano nell' immediato


non è da tutti riuscire a toccare con mano un cervello che si plasma attraverso un metodo di apprendimento. però ci si riesce, sia come genitori che come operatori.
da educatrice credo che sia possibile far notare ai genitori progressi che loro non riescono a vedere perchè come dici tu più nascosti e non materiali, da mamma credo che a volte mi devo fidare un po' di più dei maestri e del loro lavoro, senza pretendere che questo si adatti alla mia visione della scuola, che è soggettiva.

se pensi che non ci si trova, a volte, neppure tra colleghi...tra genitori ed insegnanti la comunicazione non è semplice, tanto più che di mezzo c'è il bene più preziosi: il bambino.
Azur
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Post by Azur »

Si può insegnare ad amare non tanto il compito in sè, quanto il momento dei compiti come modo di condividere qualcosa tutti insieme.

bellissimo questo,
da applicare anche a casa!
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marika
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Post by marika »

chiaretta_1974 wrote:
marika wrote:
chiaretta_1974 wrote:
marika wrote:Sono dipendente in una struttura di suore che accoglie bambini che frequentano una scuola statale


mmmm mica facile allora...
ma i bimbi stanno lì solo al doposcuola o anche la notte?


No no, i bambini arrivano finita la scuola (vengono a piedi accopmagnati da un'assistente, le due strutture sono vicine), mangiano lì, giocano un po' e poi dalle 14 alle 16 fanno i compiti. Alcuni poi vanno subito via altri fanno merenda e si fermano a giocare fino alle 17-18


beh allora hai il momento del pasto e quello del dopo compito (con quelli che si fermano) per "recuperare" :D
poi comunque anche durante i compiti si possono trasmettere tantissime cose ai bambini con il paraverbale: una carezza mentre si impegnano, un occhilino a chi alza la testa dal quaderno, offrire una caramella a chi è stanco, fare una battuta di spirito per tenere alto l'umore. tutto ciò che li fa stare allegri aiuta anche l'apprendimento.
Si può insegnare ad amare non tanto il compito in sè, quanto il momento dei compiti come modo di condividere qualcosa tutti insieme.


Sospiro sconsolata....
perchè niente di tutto ciò mi sembra possibile, in un momento in cui la mia più grande fatica è farli anche solo star seduti a scrivere, senza che volino botte o insulti (tra di loro, ovviamente!!)....è una classe difficile, per il 50% composta da stranieri, e con due bimbi in situazioni famigliari drammatiche.
Marika e Nino,
Francesco (2/6/04), Teresa (9/12/05) e Giovanni (19/12/10)


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nella quotidianità pure George Clooney ad un certo punto si trasforma in Homer Simpson (Gabry)
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