Posted: Mon May 19, 2008 7:01 pm
chiaretta_1974 wrote:a mio parere dire "lo dico al papà" se può sembrare che sul momento risolva una situazione in cui il bambino non riconosce l'autorità materna, non è che la conferma esplicita che ques'autorità sia carente o secondaria a quella paterna.
Chiara, tu vieni da una conoscenza sul tema, io vengo dal morto.
Questo lo dico non per polemica, credimi, ma solo per offrire una diversa interpretazione nn avvalorata dagli studi, ma solo dall'esperienza
(venire dal morto e' un modo tutto partenopeo di dire "non puoi essere certo che sia vivo, io l'ho visto morto, torno ora da casa sua...)
Mi chiedo e' davvero un problema che "l'autorita' sia carente o secondaria a quella paterna?"
Mia madre e' una donna che non conosce proprio cosa sia l'autorita', ma forse meglio di altri intepreta l'autorevolezza, non credo di avere avuto mai una discussione con lei.
Ci ragionavo la settimana scorsa con mio marito a proposito della sua certezza che io con le mie figlie confliggero' certamente (lo scrivo ridendo, ma so che ha ragione) e ragionavo proprio sul fatto che io non ho memoria di un litigio con mia madre, soprattutto in adolescenza.
Niente, perche' lei non ha mai imposto la sua autorita', al contrario di mio padre, a cui bastava (e basta ancora) uno sguardo per tenerci allineati e coperti.
Lo scrivo ragionandoci, perche' penso che la fortuna di essere una coppia di genitori sia proprio quella di potersi bilanciare.
E' giusto che un bambino ricosca l'autorita' in un genitore, ma deve poter riconoscere anche la dolcezza, la tolleranza, la capacita' di cedere ad una tentazione, contravvenendo alla regola.