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Posted: Tue May 27, 2008 2:53 pm
by laste
lenina wrote:
no non puoi assecondarlo perchè potresi farlo una volta un altra ma poi diventerebbe insostenibile...però appunto allora il capriccio consiste nel manifestare in modo "esagerato" l'insoddisfazione che noi adulti teniamo dentro?


ma certo!
e sta a noi contenerla,incanalarla,aiutarlo a trovare alternative
se non puoi fare una cosa,perche' non pensi alle altre 1000 che puoi fare?
se non puoi avere un tal gioco perche' non imparare ad anmdare di fantasia?
non sempre,ma a volte gli insegni a far lavorare il pensiero alternativo,laterale,se non si puo' assecondare un suo desiderio

Posted: Tue May 27, 2008 9:42 pm
by lenina
lavinia wrote:pensiamo a Ruggero:il capriccio e' fare una scenata madre se gli dico fuori dalla materna:"ho dimenticato la merendina andiano a comprarla al bar" (50 m)"la voglio SUBITOOOOOOOO"
ecco,a 4 anni sa cosa vuol dire aspettare 3 -4 minuti la merendina alle 16 a 4 ore dal pasto
io lo considero capriccio
ORA
i pianti di fame di Dario no,per l'eta' che ha


però pensandoci anche questa reazione potrebbe nascondere altro.
Cioè il disappunto potrebbe essere dato dal fatto che tu hai dimenticato la merenda e in qualche modo lui.
Poi lo manifesta così...

Rompo rompo eh? :D

Posted: Wed May 28, 2008 10:46 am
by marika
Lella wrote:
rufy wrote:
I giorni in cui ho tempo e calma per loro, chissa' perche' sono i giorni con miori capricci e minori tensioni.

questo è vero com'è vero che i giorni in cui si è più calme si riesce quasi empaticamente a capire cosa c'è dietro al capriccio.
E' un periodo in cui cedo ai capricci di Jacopo solo perchè mi dice mamma ti prego e poi fà le manine giunte, giuro ho ceduto una volta anche allo spuntino pre-pasto per cui sono sempre stata irremovibile :D


Io credo che questo alternarsi di giorni in cui abbiamo più tempo e pazienza e giorni in cui urliamo come delle pazze, rientri in quell'essere "madri sufficientemente buone" che intendeva Bollea.
Siamo esseri umani, e credo che i nostri ifgli ci apprezzino anche per quello.
Inoltre, una posizione supportata da una larga fetta della pedagogia, sostiene che l'importante è che che, per ogni momento negativo, il bambino sia generosamente ricompensato con momenti positivi. Che non vuol dire riempirlo di giocattoli o cazzate perchè ci sentiamo in colpa, ma magari, dopo che ci è passata la sfuriata, parlargli con calma e, se ci accorgiamo che è il caso, chiedergli scusa.
Questo non mina la nostra posizione, ma fa passare l'insegnamento che tutti possono sbagliare, ma non per questo perdono di valore.
Ho visto che è una cosa importantissiam, soprattutto con Francesco, parlare delle situazioni che ci hanno visto scontrarci.
Se lui ha fatto un "capriccio" (che sia tale o meno) per cui io ho perso la pazienza, se poi mi accorgo che la mia reazione è stata più capricciosa della sua, allora glielo dico "Guarda, ti chiedo scusa se ho urlato, ma mi sono innervisita perchè...." e glielo spiego con calma, concludendo con un abbraccio. E quest'ultimo credo ci voglia SEMPRE!