Posted: Sat Apr 25, 2009 2:44 pm
fra, non essendo bismamma, ti parlo con l'esperienza di figlia maggiore.
A casa mia nessuno si è mai accorto di questo disequilibrio, io ero quella grande e indipendente che se la cavava da sola e sempre, mia sorella era la piccolina mammoma fino all'inverosimile, tanto coccolona quanto io ero schiva, tanto dipendente quanto io autonoma. Da me si sono sempre aspettati il molto e anche il di più, e quando arrivava era perchè doveva andare così, perchè a me veniva naturale (loro personalissima opinione) e non perchè mi facessi un culo come una capanna per averlo. Il risultato? Un rapporto intriso di superficialità per quieto vivere, il mio mondo interiore forse perchè più difficile da capire non ha mai interessato nessuno e, negli anni, ho fatto in modo che per loro diventasse inaccessibile, perchè se da bambini gli spiragli si vedono e c'è sempre un margine di recupero, le sovrastrutture degli adolescenti prima e degli adulti poi lo rendono impenetrabile.
Sai com'è ora? esattamente come era 30 anni fa, ne' + ne' meno, io che me la devo sempre cavare non solo per me stessa e per la mia famiglia (intesa come ale e daniele) ma possibilmente anche per gli altri sorella compresa, che sta facendo una serie di cazzate una dopo l'altra e i miei sempre lì a consolarla anzichè darle una strigliata per bene che le faccia aprire gli occhi e imparare a camminare con le sue gambine, che a 30 anni mi pare proprio ora.
Se tu chiedessi a mia madre com'è il nostro rapporto adesso, lei ti direbbe che è esattamente l'ideale del rapporto fra madre e figlia adulta, questo per dirti quanto si diventa bravi ad interpretare la propria parte.
Tutto questo per dirti fra, che se probabilmente è umano sentire questo maggiore trasporto verso uno o l'altro figlio (trasporto motivato dal feeling o dalla percezione reale o meno che uno dei due sia + "bisognoso"), il discrimine del buon genitore è anche quello di saper fare un'analisi lucida (come tu stai facendo) di questa empatia, per cercare di compensarla in qualche altro modo con il figlio meno empatico
A casa mia nessuno si è mai accorto di questo disequilibrio, io ero quella grande e indipendente che se la cavava da sola e sempre, mia sorella era la piccolina mammoma fino all'inverosimile, tanto coccolona quanto io ero schiva, tanto dipendente quanto io autonoma. Da me si sono sempre aspettati il molto e anche il di più, e quando arrivava era perchè doveva andare così, perchè a me veniva naturale (loro personalissima opinione) e non perchè mi facessi un culo come una capanna per averlo. Il risultato? Un rapporto intriso di superficialità per quieto vivere, il mio mondo interiore forse perchè più difficile da capire non ha mai interessato nessuno e, negli anni, ho fatto in modo che per loro diventasse inaccessibile, perchè se da bambini gli spiragli si vedono e c'è sempre un margine di recupero, le sovrastrutture degli adolescenti prima e degli adulti poi lo rendono impenetrabile.
Sai com'è ora? esattamente come era 30 anni fa, ne' + ne' meno, io che me la devo sempre cavare non solo per me stessa e per la mia famiglia (intesa come ale e daniele) ma possibilmente anche per gli altri sorella compresa, che sta facendo una serie di cazzate una dopo l'altra e i miei sempre lì a consolarla anzichè darle una strigliata per bene che le faccia aprire gli occhi e imparare a camminare con le sue gambine, che a 30 anni mi pare proprio ora.
Se tu chiedessi a mia madre com'è il nostro rapporto adesso, lei ti direbbe che è esattamente l'ideale del rapporto fra madre e figlia adulta, questo per dirti quanto si diventa bravi ad interpretare la propria parte.
Tutto questo per dirti fra, che se probabilmente è umano sentire questo maggiore trasporto verso uno o l'altro figlio (trasporto motivato dal feeling o dalla percezione reale o meno che uno dei due sia + "bisognoso"), il discrimine del buon genitore è anche quello di saper fare un'analisi lucida (come tu stai facendo) di questa empatia, per cercare di compensarla in qualche altro modo con il figlio meno empatico