France wrote:Quando abitavo in campagna avevo un cagnolino e svariati gatti, poi un giorno un contadino mi regalò una capra . La portavo in giro col guinzaglio...fino a che mia mamma l'ha scambiata per non mi ricordo cosa, qualcosa da mangiare comunque,con un altro contadino
ma invece del signor Merlo che ne diresti di Peter (quello di Heidi?). Scusa ma mi sono immaginata la scena del guinzaglio e mi è venuto troppo da ridere ;)
al posto di tua madre mio padre avrebbe fatto le cose in grande: l'avrebbe portata dal contadino per presentarle un bel compagno e avviare un allevamento.
però la vita da allevatori è davvero dura e forse è meglio che sia andata così...
Tanti. A parte i cani, sempre pastori tedeschi e una pastora maremmana rachitica e pazza, e i gatti innumerevoli: la prima, Silvestrina, una bellissima e lucidissima gatta bianconera, di cui allevai i figli perché lei sparì. E così iniziò la mia carriera di soccorritrice di gatti, lunga lunghissima. Da ricordare Dolores, figlia di Silvestrina, che poi allattò Lulù (trovata per strada, bellissima gattona a pelo semilungo, bianconera pure lei, diventata la gatta di casa, anzi la padrona di casa, fino a 17 anni quand'è morta). Il Brigidino, gatto tigrato un po' sfigato accettato in casa da Lulù dopo innumerevoli manate sulla testa. Dolcissimo ma un po' pazzo. Desy e Bea,tuttora viventi, le gatte che abbiamo preso (dalla strada entrambe) io e Luca dopo essere andati a vivere insieme. Ad ora ne ho 11. Ma sono da ricordare anche il merlo indiano, Nina (si è poi scoperto che era femmina), dalla voce bella e squillante come difficilmente si sente un merlo indiano averla. Chiamava per nome me e mio fratello e voleva conversare: -Cose - dimmi - (fischio) - (fischio di risposta) - (fischio diverso) - (risposta) - ciao! - ciao. - Come stai? - Bene tu? - (versi vari e strilli vari) Era un amore.
E poi il mio gallo preferito, Ombretta (pensavo fosse femmina da piccolo ah ah), che ho tenuto in una scatola con me i primi giorni e mi è sempre rimasto affezionato. Mi seguiva quando lo liberavo dal pollaio.
MariannaMJ wrote:adesso che viviamo qui avrei queste due cose che mi frullano per il cervello. col cane ho più feeling, però in tutta onestà non si può fare (ci sono alcuni vicini che come me lavorano fuori tutto il giorno e vedo 'ste povere bestie dalla mattina alla sera in 25mq di giardino a ribollire i nervi legate al guinzaglio).
il gatto potrei provarci, altri vicini li hanno e sono molto più indipendenti dei cani - escono dai loro giardini e magari me li ritrovo nel mio che giocano con le palline dimenticate da auri.
ma la vedo dura convincere Marco, proprio non ne vuole sapere :(
Perché? Non gli piacciono i gatti? Digli che i gatti sono abbastanza tranquilli, puliti e non richiedono grande impegno. Il peggio sono i peli sparsi per casa, ma se c'è bel tempo e avete il giardino penso che sarà un problema minore.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)