si, ma è proprio questo che intendo nel considerare persone "a tutti gli effetti", (vs. "parte della categoria Bambini con cui ci si comporta tradizionalemente così o cosà)
(non so se mi sono spiegata, mi sa di no ;D)
quando l'altro genitore "sbaglia"
Moderator: Paola
- Enza 52
- Ambasciatore

- Posts: 2141
- Joined: Fri Feb 06, 2009 7:32 pm
Mio marito ha sempre avuto un forte rispetto dell'essere bambino, protettivo fino all'annullamento totale delle necessità dell'adulto, ma.......guai ad invadere il suo campo, il momento di riposo, le sue cose (che poi in momenti diversi era capace di donare a piene mani).Azur wrote:mhm... noi siamo come da Nene e Paola, con la differenza che il marito è cresciuto con un modello di padre ottocentesco, quindi anche se ha fatto un lavoro *enorme* su di sé in questi dieci anni qualcosa da fare resta ancora ;D
Diciamo che lui è partito da un'idea molto rigida -quello che descrivi tu, più idee estivilleggianti più altro- e di più, per arrivare man mano a qualcosa di sempre più ragionevole (mille miliardi di discussioni nostre nel mezzo ovviamente, ma ne è valsa la pena).
Ad es. l'altra sera è tornato stressato dal lavoro, visto un megadisastro in camera ha alzato la voce con la grande, e 30 secondi dopo, autonomamente, era già andato a chiederle scusa e a spiegarle perché aveva reagito in modo eccessivo (io stavo solo origliando dalla stanza a fianco, ahah)
La differenza secondo me sta nel considerare i bambini *persone* a tutti gi effetti. Da lì viene naturale comportarsi con loro, in tutto, in modo diverso da quello che è "tradizionale"... (considereresti sbagliato non fare per principio e sempre "fronte comune" nei confronti di tuo fratello, o dell'amico X?)
Diciamo che per lui la cosa più importante era che io non alzassi la voce, allora vedeva nero.
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
-
Giada88
- Utente Vip

- Posts: 603
- Joined: Mon Sep 06, 2010 3:37 pm
Ciao Chloe.Chloe83 wrote:O comunque non si è d'accordo con quel che fa, è giusto dirlo?
Per me sì, io non sono mai stata per il "fronte unico" ad ogni costo, mamma e papà sono due persone diverse e possono pensarla diversamente su una stessa cosa, un figlio avendo con loro un rapporto individuale mi pare giusto che i problemi si risolvano individualmente, senza l'altro genitore che appoggia a scatola chiusa il coniuge in quanto padre/madre, anche quando ha torto.
No?
Fatto sta che oggi mio marito, che ha le palle in giostra di suo, ha dato il suo cellulare alla Panz per farle ascoltare le canzoni, e lei lo ha portato da me perchè gliele cantassi (dunque neppure lo stava maltrattando).
Io sentendone una ho detto a lui "dopo me la passi col bluetooth?", e lui ha ben pensato di toglierle di mano il cellulare e farlo subito. Lei è stata pure estremamente civile, perchè gli è andata vicino a protestare, gli faceva "no" col ditino per dire "non si fa", lui le ha detto "hai ragione" continuando a fare quel che stava facendo e lei (giustamente) si è arrabbiata.
E io le ho dato ragione, oh, aveva ragione.
Non le ho ridato il cellulare di mio marito perchè era una cosa tra loro e non potevo decidere io di una cosa non mia, però appunto l'ho consolata dicendole "hai ragione, non si tolgono le cose, papà ha sbagliato".
Lui sostiene che io lo faccio passare da cattivo.
Ma perbacco, da cattivo ci passi tu se ti ci comporti, mica che se io ti avessi dato ragione lei non si sarebbe resa conto della scorrettezza, mica è scema. Se ne sarebbe accorta e ne avrebbe pure subita un'altra se io per dar ragione a te che non l'avevi avessi finto di essere d'accordo con te.
E lui brontola che io "non sto mai dalla sua parte". Ma io ci sto, invece, quando ritengo sia la parte giusta, non tanto per. Lo trovo pure offensivo dare ragione a qualcuno tanto per.
Oltretutto che io non concedo quel che lui ha negato, dico solo la mia se la Panz si rivolge a me. La maggior parte delle volte cerco pure di restare neutra, di dire "papà preferisce di no" anche di un divieto che per me non ha ragion d'essere, di una cosa che io normalmente concedo. Ma se ha torto marcio, oh, ha torto e basta, sarà pure giusto dirle che è vero, non ha capito male, anche noi possiamo sbagliare? Pure lui quando lei si mangia i pastelli le dice "fa male la mamma a darteli", e mai me ne son lamentata (per quanto pensi, e spieghi anche a lei, che se non lei ridai i pastelli non scoprirai mai se ha smesso di mangiarli e se li tiene solo per disegnare).
Voi come fate in casi analoghi? Siete dell'idea che l'altro genitore debba essere sostenuto sempre e comunque? Perchè?
Nemmeno io sono per il fronte unico, ma l'esperienza con i miei che si contradicevano davanti a me mi ha insegnato una cosa: Mai opporsi alla scelte ed alle decisioni dell'altro genitore davanti ai propri figli perchè sminuisci l'autorità di uno o dell'altro, è inevitabile.
Mia figlia è ancora troppo piccola per avere di sti problemi, ma è capitato a me da figlia che chiedessi ai miei genitori qualcosa, uno mi rispondeva di si e l'altro di no.
Così io non sapevo chi fare e chi ascoltare. E loro battibeccavano...ed io lì ad ascoltare ed a sentirmi in colpa perchè con la mia richiesta avevo scatenato uno scontro.
Finchè mia madre non si è spogliata della sua autorità, cosa che ritengo sbagliatissima, e mi diceva di chiedere a mio padre perchè lei non decideva più nulla.
Così io fino a che non sono stata abbastanza grande per capire ho percepito mio padre come il Signor no, e mia mamma come quella buona che voleva darmi ragione ma non poteva.
Nulla di traumatico insomma, ora ci ridiamo sopra. Ma l'esperienza ha insegnato anche a loro ed adesso quando la mia sorellina chiede qualcosa ne parlano civilmente, quando uno dei due sbaglia l'altro tace e glielo si fa notare dopo non davanti al figlio. E poi vanno a parlare con lei.
