Posted: Sun Jul 31, 2011 9:41 am
Cara Nove, la sua stanchezza è assolutamente comprensibile, direi umana. Le difficoltà che lei descrive mettono certo a dura prova, soprattutto perché si sovrappongono l’una sull’altra, così che lei si trova a far fronte a molte richieste: elaborare una separazione (con tutte le problematiche quotidiane ad essa annesse), l’esperienza della “solitudine”, la gestione dei figli “in solitaria” con le problematiche da lei ben descritte, le preoccupazioni per il futuro… Questi sono solo alcuni spunti che lei ha raccontato ma che, ognuno da solo richiede una notevole quantità di risorse da investire. Per fare questo servono impegno, tempo, spazio mentale e fisico, sostegno da parte delle persone per lei significative, sia in ambito familiare che amicale, oasi di serenità su cui appoggiarsi.
Quello che tento di dirle è che la sua stanchezza non deve farle mettere in discussione le sue capacità genitoriali e umane, perché il senso di fatica è una componente normale in una situazione come la sua.
Lei si descrive consapevole del suo essere in difficoltà e questo è ottimo perché le consente di riconoscere il suo bisogno di aiuto. Lei stessa ipotizzava la possibilità di un sostegno psicologico che la aiuti nel sostenere i compiti evolutivi e non di questo momento.
Ipotizzava di rivolgersi alla ASL e nel contempo sottolineava la lunghezza dei tempi di attesa. Credo valga sempre la pena provare per verificare di persona, con la sua richiesta da formulare alla struttura sanitaria stessa. Inoltre “tentare”, iniziare a mettersi in moto, significa cominciare a definirsi in cerca di un aiuto, a fare un “lavoro” psicologico che è già significativo.
Sulla gestione dei figli non posso entrare troppo nel merito perché sono troppe le variabili in gioco. Però credo che la situazione con suo marito possa essere una importante chiave di lettura dei comportamenti problematici che i suoi piccolini mettono in atto.
Ad esempio il più grande, che ha 5 anni e mezzo, a che livello di chiarezza sa delle vostre problematiche, delle vostre discussioni? Forse si fa delle domande perché qualcosa che avviene in casa gli è poco chiaro? Forse può vedere la mamma stanca, pensierosa, triste? Sa già qualcosa di quello che avverrà, cioè che papà andrà via di casa? Osserva già una gestione non condivisa della genitorialità di mamma e papà? Ha la possibilità di dirle che qualcosa lo preoccupa, è una vostra abitudine farlo?…
Voglio dire che nella vita di una persona possono accadere dei momenti in cui uno ha stati d’animo difficili e i bambini possono imparare pian piano a capire che questo può avvenire (avverrà pian piano anche a loro, nel loro piccolo). La comunicazione è una importante chiave di gestione delle criticità ed è una risorsa di valore inestimabile. Va fatta bene, adeguata al livello di sviluppo del bambino, ma si può fare molto prima di quanto si pensi. D’altra parte se i bambini non sanno come dire una cosa a parole, possiamo stare certi che ce la diranno con i comportamenti! (questo è un tema piuttosto importante ma ampio, se interessa possiamo approfondirlo).
Questo non esclude che lei possa continuare a farsi delle domande su come migliorare la gestione quotidiana dei suoi figli. Non significa capire dove si sbaglia ma come tutti possono stare meglio, anche lei.
In merito poi alla questione separazione, lei e suo marito non siete più una coppia coniugale ma rimanete una coppia genitoriale! Per il bene dei vostri figli dovete fare i genitori insieme. Non dico che dovete essere d’accordo su tutto ma lavorare per mediare, concordare il più possibile. Anche qui un percorso di Mediazione sarebbe molto utile.
Un’ultima considerazione: credo che questo spazio, il forum sia davvero una gran bella cosa. Tante mamme intervengono per darle sostegno e questo ha un sapore genuino. Questo allora può aggiungersi alla sua rete familiare e amicale e agli aiuti professionali che lei potrà cercare di persona. Direi che può essere considerato una risorsa. Un’oasi dove sedersi, prendere un po’ d’ombra, bere un sorso d’acqua, prima di ricominciare il cammino.
Quello che tento di dirle è che la sua stanchezza non deve farle mettere in discussione le sue capacità genitoriali e umane, perché il senso di fatica è una componente normale in una situazione come la sua.
Lei si descrive consapevole del suo essere in difficoltà e questo è ottimo perché le consente di riconoscere il suo bisogno di aiuto. Lei stessa ipotizzava la possibilità di un sostegno psicologico che la aiuti nel sostenere i compiti evolutivi e non di questo momento.
Ipotizzava di rivolgersi alla ASL e nel contempo sottolineava la lunghezza dei tempi di attesa. Credo valga sempre la pena provare per verificare di persona, con la sua richiesta da formulare alla struttura sanitaria stessa. Inoltre “tentare”, iniziare a mettersi in moto, significa cominciare a definirsi in cerca di un aiuto, a fare un “lavoro” psicologico che è già significativo.
Sulla gestione dei figli non posso entrare troppo nel merito perché sono troppe le variabili in gioco. Però credo che la situazione con suo marito possa essere una importante chiave di lettura dei comportamenti problematici che i suoi piccolini mettono in atto.
Ad esempio il più grande, che ha 5 anni e mezzo, a che livello di chiarezza sa delle vostre problematiche, delle vostre discussioni? Forse si fa delle domande perché qualcosa che avviene in casa gli è poco chiaro? Forse può vedere la mamma stanca, pensierosa, triste? Sa già qualcosa di quello che avverrà, cioè che papà andrà via di casa? Osserva già una gestione non condivisa della genitorialità di mamma e papà? Ha la possibilità di dirle che qualcosa lo preoccupa, è una vostra abitudine farlo?…
Voglio dire che nella vita di una persona possono accadere dei momenti in cui uno ha stati d’animo difficili e i bambini possono imparare pian piano a capire che questo può avvenire (avverrà pian piano anche a loro, nel loro piccolo). La comunicazione è una importante chiave di gestione delle criticità ed è una risorsa di valore inestimabile. Va fatta bene, adeguata al livello di sviluppo del bambino, ma si può fare molto prima di quanto si pensi. D’altra parte se i bambini non sanno come dire una cosa a parole, possiamo stare certi che ce la diranno con i comportamenti! (questo è un tema piuttosto importante ma ampio, se interessa possiamo approfondirlo).
Questo non esclude che lei possa continuare a farsi delle domande su come migliorare la gestione quotidiana dei suoi figli. Non significa capire dove si sbaglia ma come tutti possono stare meglio, anche lei.
In merito poi alla questione separazione, lei e suo marito non siete più una coppia coniugale ma rimanete una coppia genitoriale! Per il bene dei vostri figli dovete fare i genitori insieme. Non dico che dovete essere d’accordo su tutto ma lavorare per mediare, concordare il più possibile. Anche qui un percorso di Mediazione sarebbe molto utile.
Un’ultima considerazione: credo che questo spazio, il forum sia davvero una gran bella cosa. Tante mamme intervengono per darle sostegno e questo ha un sapore genuino. Questo allora può aggiungersi alla sua rete familiare e amicale e agli aiuti professionali che lei potrà cercare di persona. Direi che può essere considerato una risorsa. Un’oasi dove sedersi, prendere un po’ d’ombra, bere un sorso d’acqua, prima di ricominciare il cammino.