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Posted: Sun Jul 31, 2011 9:41 am
by Alessandra_Rotondi
Cara Nove, la sua stanchezza è assolutamente comprensibile, direi umana. Le difficoltà che lei descrive mettono certo a dura prova, soprattutto perché si sovrappongono l’una sull’altra, così che lei si trova a far fronte a molte richieste: elaborare una separazione (con tutte le problematiche quotidiane ad essa annesse), l’esperienza della “solitudine”, la gestione dei figli “in solitaria” con le problematiche da lei ben descritte, le preoccupazioni per il futuro… Questi sono solo alcuni spunti che lei ha raccontato ma che, ognuno da solo richiede una notevole quantità di risorse da investire. Per fare questo servono impegno, tempo, spazio mentale e fisico, sostegno da parte delle persone per lei significative, sia in ambito familiare che amicale, oasi di serenità su cui appoggiarsi.
Quello che tento di dirle è che la sua stanchezza non deve farle mettere in discussione le sue capacità genitoriali e umane, perché il senso di fatica è una componente normale in una situazione come la sua.
Lei si descrive consapevole del suo essere in difficoltà e questo è ottimo perché le consente di riconoscere il suo bisogno di aiuto. Lei stessa ipotizzava la possibilità di un sostegno psicologico che la aiuti nel sostenere i compiti evolutivi e non di questo momento.
Ipotizzava di rivolgersi alla ASL e nel contempo sottolineava la lunghezza dei tempi di attesa. Credo valga sempre la pena provare per verificare di persona, con la sua richiesta da formulare alla struttura sanitaria stessa. Inoltre “tentare”, iniziare a mettersi in moto, significa cominciare a definirsi in cerca di un aiuto, a fare un “lavoro” psicologico che è già significativo.
Sulla gestione dei figli non posso entrare troppo nel merito perché sono troppe le variabili in gioco. Però credo che la situazione con suo marito possa essere una importante chiave di lettura dei comportamenti problematici che i suoi piccolini mettono in atto.
Ad esempio il più grande, che ha 5 anni e mezzo, a che livello di chiarezza sa delle vostre problematiche, delle vostre discussioni? Forse si fa delle domande perché qualcosa che avviene in casa gli è poco chiaro? Forse può vedere la mamma stanca, pensierosa, triste? Sa già qualcosa di quello che avverrà, cioè che papà andrà via di casa? Osserva già una gestione non condivisa della genitorialità di mamma e papà? Ha la possibilità di dirle che qualcosa lo preoccupa, è una vostra abitudine farlo?…
Voglio dire che nella vita di una persona possono accadere dei momenti in cui uno ha stati d’animo difficili e i bambini possono imparare pian piano a capire che questo può avvenire (avverrà pian piano anche a loro, nel loro piccolo). La comunicazione è una importante chiave di gestione delle criticità ed è una risorsa di valore inestimabile. Va fatta bene, adeguata al livello di sviluppo del bambino, ma si può fare molto prima di quanto si pensi. D’altra parte se i bambini non sanno come dire una cosa a parole, possiamo stare certi che ce la diranno con i comportamenti! (questo è un tema piuttosto importante ma ampio, se interessa possiamo approfondirlo).
Questo non esclude che lei possa continuare a farsi delle domande su come migliorare la gestione quotidiana dei suoi figli. Non significa capire dove si sbaglia ma come tutti possono stare meglio, anche lei.
In merito poi alla questione separazione, lei e suo marito non siete più una coppia coniugale ma rimanete una coppia genitoriale! Per il bene dei vostri figli dovete fare i genitori insieme. Non dico che dovete essere d’accordo su tutto ma lavorare per mediare, concordare il più possibile. Anche qui un percorso di Mediazione sarebbe molto utile.
Un’ultima considerazione: credo che questo spazio, il forum sia davvero una gran bella cosa. Tante mamme intervengono per darle sostegno e questo ha un sapore genuino. Questo allora può aggiungersi alla sua rete familiare e amicale e agli aiuti professionali che lei potrà cercare di persona. Direi che può essere considerato una risorsa. Un’oasi dove sedersi, prendere un po’ d’ombra, bere un sorso d’acqua, prima di ricominciare il cammino.

Posted: Sun Jul 31, 2011 11:10 am
by nove
Alessandra_Rotondi wrote:Cara Nove, la sua stanchezza è assolutamente comprensibile, direi umana. Le difficoltà che lei descrive mettono certo a dura prova, soprattutto perché si sovrappongono l’una sull’altra, così che lei si trova a far fronte a molte richieste: elaborare una separazione (con tutte le problematiche quotidiane ad essa annesse), l’esperienza della “solitudine”, la gestione dei figli “in solitaria” con le problematiche da lei ben descritte, le preoccupazioni per il futuro… Questi sono solo alcuni spunti che lei ha raccontato ma che, ognuno da solo richiede una notevole quantità di risorse da investire. Per fare questo servono impegno, tempo, spazio mentale e fisico, sostegno da parte delle persone per lei significative, sia in ambito familiare che amicale, oasi di serenità su cui appoggiarsi.
Quello che tento di dirle è che la sua stanchezza non deve farle mettere in discussione le sue capacità genitoriali e umane, perché il senso di fatica è una componente normale in una situazione come la sua.
Lei si descrive consapevole del suo essere in difficoltà e questo è ottimo perché le consente di riconoscere il suo bisogno di aiuto. Lei stessa ipotizzava la possibilità di un sostegno psicologico che la aiuti nel sostenere i compiti evolutivi e non di questo momento.
Ipotizzava di rivolgersi alla ASL e nel contempo sottolineava la lunghezza dei tempi di attesa. Credo valga sempre la pena provare per verificare di persona, con la sua richiesta da formulare alla struttura sanitaria stessa. Inoltre “tentare”, iniziare a mettersi in moto, significa cominciare a definirsi in cerca di un aiuto, a fare un “lavoro” psicologico che è già significativo.
Sulla gestione dei figli non posso entrare troppo nel merito perché sono troppe le variabili in gioco. Però credo che la situazione con suo marito possa essere una importante chiave di lettura dei comportamenti problematici che i suoi piccolini mettono in atto.
Ad esempio il più grande, che ha 5 anni e mezzo, a che livello di chiarezza sa delle vostre problematiche, delle vostre discussioni? Forse si fa delle domande perché qualcosa che avviene in casa gli è poco chiaro? Forse può vedere la mamma stanca, pensierosa, triste? Sa già qualcosa di quello che avverrà, cioè che papà andrà via di casa? Osserva già una gestione non condivisa della genitorialità di mamma e papà? Ha la possibilità di dirle che qualcosa lo preoccupa, è una vostra abitudine farlo?…
Voglio dire che nella vita di una persona possono accadere dei momenti in cui uno ha stati d’animo difficili e i bambini possono imparare pian piano a capire che questo può avvenire (avverrà pian piano anche a loro, nel loro piccolo). La comunicazione è una importante chiave di gestione delle criticità ed è una risorsa di valore inestimabile. Va fatta bene, adeguata al livello di sviluppo del bambino, ma si può fare molto prima di quanto si pensi. D’altra parte se i bambini non sanno come dire una cosa a parole, possiamo stare certi che ce la diranno con i comportamenti! (questo è un tema piuttosto importante ma ampio, se interessa possiamo approfondirlo).
Questo non esclude che lei possa continuare a farsi delle domande su come migliorare la gestione quotidiana dei suoi figli. Non significa capire dove si sbaglia ma come tutti possono stare meglio, anche lei.
In merito poi alla questione separazione, lei e suo marito non siete più una coppia coniugale ma rimanete una coppia genitoriale! Per il bene dei vostri figli dovete fare i genitori insieme. Non dico che dovete essere d’accordo su tutto ma lavorare per mediare, concordare il più possibile. Anche qui un percorso di Mediazione sarebbe molto utile.
Un’ultima considerazione: credo che questo spazio, il forum sia davvero una gran bella cosa. Tante mamme intervengono per darle sostegno e questo ha un sapore genuino. Questo allora può aggiungersi alla sua rete familiare e amicale e agli aiuti professionali che lei potrà cercare di persona. Direi che può essere considerato una risorsa. Un’oasi dove sedersi, prendere un po’ d’ombra, bere un sorso d’acqua, prima di ricominciare il cammino.
La ringrazio per la sua risposta, innanzitutto.

Il bimbo grande soffre sicuramente della situazione, ma anche qua, mio marito tiene una linea e io un'altra.
Il padre non vuole che lui sappia quasi niente. Il bimbo ha conosciuto la nuova compagna del padre, che è stata presentata come amica e che ogni tanto gli manda dei regalini. Ma ogni volta che suo padre esce gli dice che va al lavoro. Ovviamente il bimbo si accorge che così non è e lì per lì sta zitto, però poi chiede conferma a me. E io che dovrei fare? All'inizio minimizzavo, ma alla fine ho ammesso che suo padre è in un momento di difficoltà e che esce con degli amici, compresa quella che lui ha conosciuto. Questo non perché sia mia intenzione mettere in cattiva luce il padre, ma perché penso che la bugia non porti da nessuna parte, anzi: è diseducativa. Ho sempre sostenuto la verità, anche quando era tutt'altro che comodo per me medesima.
Capisco che così nel bimbo si ingenera confusione, ma ripeto e ribadisco che mio marito in questo è totalmente non collaborativo.
Ho proposto più volte la mediazione, ma non l'ha mai accettata.
Potrei fare un tentativo di tipo diverso, e cioè andare IO in terapia all'Asl e vedere se riesco a farlo partecipare a qualche incontro dicendogli che è una richiesta del terapista per chiarire meglio certe situazioni. Su questo ho intenzione di provare, la prossima settimana andrò dal medico e mi faccio fare la richiesta, anche se ci vorranno 3 mesi (lo dico con cognizione di causa).

Per farle capire, mio figlio sembra avere non meglio precisati problemi di comunicazione e apprendimento. Soffrendo di convulsioni febbrili, temono che possa avere qualche disordine. Nel 2010 ha fatto visita NPI, ma sia il pediatra che mio marito non hanno ritenuto opportuno proseguire. Adesso ci ritroviamo all'ingresso alle elementari, abbiamo fatto 6 mesi di psicomotricità e ci richiedono una nuova valutazione NPI. Al che mi sono rivolta privatamente a Careggi, dove ho già fatto un'altra visita. Ebbene, mio marito rifiuta di farne altre, nonstante il parere contrario di maestre e psicomotricista. Ho preso il secondo appuntamento senza informarlo, e so per certo che, anche se desse il permesso per eseguire la visita, che spero non neghi, non vedrò una lira di rimborso, perché darà il permesso a condizione che IO mi accolli il totale delle spese.
Lei capisce che in una situazione del genere è veramente complesso parlare di coppia genitoriale. Io condivido questo tipo di impostazione, ho cercato una separazione consensuale (rimettendoci economicamente, perché avrei potuto, avendo le prove del tradimento, chiedere più soldi) proprio per evitare contrapposizioni che potessero complicare la nostra collaborazione. Anche ieri sera abbiamo parlato, gli ho chiesto se è sicuro di volersi separare (sono due anni che ha questa nuova compagna, ed io gli ho sempre ribadito che gli voglio ancora bene, se lui volesse ammettere di aver ancora bisogno di me sarei disponibile a riparlarne) e lui ha detto di sì.
Continua però ad avere nei miei confronti un rancore inspiegabile. Ha cominciato a tradirmi dopo che è morta sua madre (con cui era praticamente in simbiosi e che non aveva mai accettato il nostro matrimonio, ostacolandolo in ogni modo), ed è come se riconoscesse che sua madre aveva ragione, che io li ho separati, ed attribuisse a me tutte le colpe. Anche con questa nuova compagna hanno difficoltà, son quasi convinta che non la ami. Insomma, vedo che si dibatte in una totale incertezza. Ma a questo punto non posso certo aiutarlo io. Io devo pensare alla mia stabilità mentale e a quella dei miei figli, mi pare di essermi comportata da signora (permettetemi il termine).
A questo punto la collaborazione bisogna che venga un po' da parte sua. Stamani è uscito con entrambi i bimbi, cosa che fa alquanto di rado, perché lavora a turni e il tempo libero è dedicato principalmente alla compagna e al riposo. Sembrava un condannato a morte. Mi chiedo sinceramente come farà a tenerli quei due giorni a settimana previsti dall'accordo.

Per quanto riguarda il forum, è una risorsa preziosa. Ne faccio parte da diversi anni e sono felice di averlo scoperto. Ho conosciuto qualcuna di persona, ed o sempre qualche orecchio amico ad ascoltare. Anche quando mi lagno come in questo post. Voglio bene a questo posto e alle persone che lo animano. Ha i suoi difetti come ogni cosa umana, ma sono incomparabili di fronte ai pregi. E' una rete, lo è stata quando mi son trovata nel dubbio con il primo figlio e lo è ora in questo mio momento difficile.

Posted: Sun Jul 31, 2011 1:57 pm
by sol
Sei una roccia, che mamma e che donna!