Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
vavi wrote:Io invece sto gia' pensando di dotare Sara di un cellulare, semplice e con solo due euro dentro, non a tempo pieno, ma per certe occasioni si. Se per esempio quest'anno tornero' con lei al Tocati glielo daro', perche' l'anno scorso quando in mezzo alla bolgia di gente ci siamo perse ho perso tre anni di vita, ed e' un'esperienza che gradirei non rifare.
una coppia di miei amici fa così con la grande, che ha 7 anni
siamo stati in fiera domenica scorsa e una volta arrivati la mamma le ha dato il suo vecchio cell, che usa solo in queste occasioni!
è molto utile e stavo pensando di farlo anche io (soprattutto dopo che ho perso di vista daniele due minuti perchè si era nascosto su un camper esposto in fiera, e io sono morta nel frattempo)
Migliaia di attimi, di ore e di giorni, milioni di azioni, un' infinità di gesti, di tentativi, di sbagli, di parole e di pensieri.E tutto per fare un unico uomo al mondo. A un cerbiatto somiglia il mio amore. David Grossman.
Ehm...io di anni ne ho 27, sono cresciuta esattamente come i bambini descritti nell'aticolo (tecnologia a parte che ancora non esisteva a questi livelli): a 6 mesi ero a dormire dalla mia nonna per la prima volta e a 5 anni dagli amichetti in vacanza, a 6 2 settimane in colonia.
A 11 anni sono andata in Irlanda (da sola) per 2 settimane per imparare l'inglese. A 13 in belgio, 14 inghilterra, 15 francia, 16-19 irlanda.
Ho amato i miei per questo, per avermi dato la possibilità, per avermi lasciata andare, per avermi dato sempre fiducia su tutto. I miei anticipavano i tempi. Ma io allos tessto tempo stavo sugli alberi a costruire le casette, giocavo con lego e macchinine (non ho mai amato le bambole) giocavo con fratello e sorella, (sorella che fra l'alrto avendo un carattere molto diverso dal mio alle proposte dei miei ha risposto un secco no da sempre).
Ah in casa mia erano bandite le cose della pubblicità (con spiegazionni del perchè ovvio) e io sono felice anche di questo. Mai seguita una moda per dirne una e ringrazio davvero i mieie per avermi insegnato ad usare il cervello!
Speranza wrote:Ehm...io di anni ne ho 27, sono cresciuta esattamente come i bambini descritti nell'aticolo (tecnologia a parte che ancora non esisteva a questi livelli): a 6 mesi ero a dormire dalla mia nonna per la prima volta e a 5 anni dagli amichetti in vacanza, a 6 2 settimane in colonia.
A 11 anni sono andata in Irlanda (da sola) per 2 settimane per imparare l'inglese. A 13 in belgio, 14 inghilterra, 15 francia, 16-19 irlanda.
Ho amato i miei per questo, per avermi dato la possibilità, per avermi lasciata andare, per avermi dato sempre fiducia su tutto. I miei anticipavano i tempi. Ma io allos tessto tempo stavo sugli alberi a costruire le casette, giocavo con lego e macchinine (non ho mai amato le bambole) giocavo con fratello e sorella, (sorella che fra l'alrto avendo un carattere molto diverso dal mio alle proposte dei miei ha risposto un secco no da sempre).
ecco, quel che intendo io... dare ai figli la possibilità di scegliere