MatifraSo wrote:
Torna indietro nel tempo.
Ai tempi (lontaaaaaaani, hahahahahaa) di quando andavi a scuola.
Arrivi a casa con un bell'8 in matematica (a me mai successo).
Eri più contenta se i tuoi dicevano "hai fatto solo il tuo dovere" oppure se dicevano "brava, sono contenta che tu ci sia riuscita"?
Possiamo ripetere fino alla nausea che le cose le dobbiamo fare per noi, che si studia per il piacere personale, che si lavora per una crescita e una realizzazione di sé stessi e bla bla bla. Ciò non toglie che l'apprezzamento della comunità fa piacere.
Ok.
Però trovo esagerato che "tu" ad ogni bel voto elargisca un premio materiale a tuo figlio.
Ci sta l'elogio.
Ci sta il premio una tantum.
nanny wrote:Secondo me dipende un pò anche come viene posta la cosa: se è "se fate i bravi vi diamo le caramelle/il giochino" non va bene ma se è "oggi siete stati davvero bravi, per festeggiare mangiamo tutti una caramella o prendete tutti un adesivo" potrebbe essere un aiuto per i più piccoli per capire che l'impegno paga. Poi da più grandi si può iniziare a cogliere l'appagamento personale astratto diciamo per un lavoro ben fatto...
l'appagamento personale astratto passa dal riconoscimento dei risultati, nostro ma anche degli altri
dai non possiamo negarlo neanche per noi stesse!
certamente, ma appunto mentre per un adulto può esserci la consapevolezza anche solo personale di aver fatto un buon lavoro, sebbene anche a noi faccia più piacere che lo notino anche gli altri, per un bambino è difficile che ci sia questa consapevolezza e quindi l'appagamento passa necessariamente dal riconoscimento altrui. Poi che questo riconoscimento sia il dare una caramella non riesco a decidere se è un bene o un male, devo essere sincera. Pur avendo a mia volta avuto disturbi alimentari e pur avendo cercato di non caricare il cibo di troppa importanza con i miei figli, non vedo nella caramella data secondo le modalità che ho messo sopra un male assoluto.