Nella mia famiglia gli unici laureati sono mio suocero e mio cognato. Mio marito non ha mai discusso la tesi. Non mi impressionano i titoli davanti ai nomi. Piuttosto mi incuriosiscono. In negozio ho occasione di parlare con crimilologi, medici legali, archeologi...li trovo lavori affascinanti e faccio tante domande curiose. Ma abbiamo tra i clienti anche un disegnatore della Disney, un insegnante di balli latino americani, una campionessa di ciclismo....e anche a loro faccio tante domande curiose.(abbiamo anche qualche prete, ma a loro mi vergogno di chiedere)
Come dite in molte, forse cio' che mi affascina e il loro sapere di un campo a me sconosciuto, la passione che trapela dai loro racconti , quella luce negli occhi...
Vi diro' che trovo ridicole le signore 50 enni che in spiaggia chiamano i vicini di ombrellone con i titoli:
-Avvocato! Dov'è sua moglie?
-Ma oggi il dottore non c'è?
ahahahahhahaah a momenti fanno le riverenze.
In breve: sto gia' dicendo a mio figlio di non orientarsi nello studio in base ad un eventuale lavoro da svolgere, ma a seconda delle materie che preferisce...affinche' sia sereno e felice a scuola, come gli auguro sara' nella vita.
Entro un mese dovra' scegliere quale seconda lingua studiare alle medie: francese, spagnolo o tedesco. Tutti premono per lo spagnolo che pare sia la seconda lingua piu' diffusa. Io rido e gli ballo davanti nominando i passi di danza classica e i pochi profumi francesi che conosco.... Poi apro il frigo e gli indico birre e wrustell....
Gli ricordo che lui non ha mai visto il mondo di Patty e che quindi partirebbe da zero in tutte e 3 le lingue.......
Penso che fara' anghingo' per scegliere...ahahhaha. L'importante, per me, è che non scelga in base a cio' che fara' l'amichetto preferito.
La disoccupazione, il lavoro manuale e i "cattivi genitori".
Moderator: Paola
-
beatrix
Noi siamo tutti laureati, e io sono vista male perché - a differenza di mio marito, dei miei genitori, delle mie sorelle - alla fine ho scelto un lavoro che non avrebbe bisogno di particolari titoli di studio.
Ma sono stata "orientata" verso studi umanistici che non mi hanno portata a niente. Purtroppo mia madre era figlia di un orientamento forzato (avrebbe voluto studiare archeologia e l'hanno obbligata a studiare legge) e mi ha indirizzata verso lettere. Io ho avuto un periodo felice all'università, poi una volta uscita non sapevo veramente che pesci pigliare.
Ma ormai è andata, e sono contenta così, anche se non faccio il lavoro dei miei sogni.
Per i figli, anch'io ho sempre pensato che facciano qualunque cosa purché siano felici. Il problema, a mio avviso, è che è molto difficile scegliere una "carriera", di studio o di lavoro manuale, a 18 anni. Difficile avere le idee chiare, la vocazione, chiamatela come volete.
Per questo, forse solo per questo, mi orienterei a fargli proseguire gli studio il più a lungo possibile. Però se si rivelassero delle capre totali, refrattari allo studio in maniera completa, mille volte meglio un mestiere che parcheggiati all'università a perdere tempo.
Ma sono stata "orientata" verso studi umanistici che non mi hanno portata a niente. Purtroppo mia madre era figlia di un orientamento forzato (avrebbe voluto studiare archeologia e l'hanno obbligata a studiare legge) e mi ha indirizzata verso lettere. Io ho avuto un periodo felice all'università, poi una volta uscita non sapevo veramente che pesci pigliare.
Ma ormai è andata, e sono contenta così, anche se non faccio il lavoro dei miei sogni.
Per i figli, anch'io ho sempre pensato che facciano qualunque cosa purché siano felici. Il problema, a mio avviso, è che è molto difficile scegliere una "carriera", di studio o di lavoro manuale, a 18 anni. Difficile avere le idee chiare, la vocazione, chiamatela come volete.
Per questo, forse solo per questo, mi orienterei a fargli proseguire gli studio il più a lungo possibile. Però se si rivelassero delle capre totali, refrattari allo studio in maniera completa, mille volte meglio un mestiere che parcheggiati all'università a perdere tempo.
- Speranza
- Ambasciatore

- Posts: 3143
- Joined: Wed Dec 12, 2007 12:09 pm
Ne parlavo ieri con colleghe di lavoro. Io provengo da una famiglia in cui non era possibile eanche pensare di non andare all'università! Mia mamma ha quasi 2 aluree e mio babbo è prfessore universitario. Pensate che io ho fino i nonni laureati (nati nel 1922 e 1923). Quando scelsi di fare iferimieristica mio babbo non mi ha praticamente parlato per un anno perchè per lui non era un'università seria. Poi quando ha visto che amavo il mio lavoro, che guadagnavo quanto mio fratello che ha laurea specialistica e dottorato e che avevo voglia di continuare a studiare (infatti ho preso una seconda laurea) allora si è un po' ripreso e ora capisce il perchè delle mie scelte.
Detto questo credo fermamente che cercherò in tutti i modi di far prendere almeno un diploma ai miei figli (se mai un giorno ne avrò) ma che lascerò scegliere a loro quale diploma e che potranno fare quello che vogliono se questo li rende felici!
Però penso che il ministro sacconi direbbe anche di me che sono un cattivo genitore e non me ne fregherebbe assolutamente niente oserei dire!!!
Detto questo credo fermamente che cercherò in tutti i modi di far prendere almeno un diploma ai miei figli (se mai un giorno ne avrò) ma che lascerò scegliere a loro quale diploma e che potranno fare quello che vogliono se questo li rende felici!
Però penso che il ministro sacconi direbbe anche di me che sono un cattivo genitore e non me ne fregherebbe assolutamente niente oserei dire!!!
20
<a href="http://daisypath.com/"><img src="http://dwdf.daisypath.com/qDkLp1.png" width="400" height="80" border="0" alt="Daisypath Wedding tickers" /></a>
<a href="http://daisypath.com/"><img src="http://dwdf.daisypath.com/qDkLp1.png" width="400" height="80" border="0" alt="Daisypath Wedding tickers" /></a>
