Se ho usato quel termine, non era certo in senso diminutivo, semmai di grosso affetto per queste meravigliose persone, i "nostri" soldati, che si trovano in mezzo alla guerre per portare avanti un ideale di democrazia, (o anche supportare interessi economici di nazioni alleate, non metto in dubbio, sicuramente interessi maggiori dei nostri). Li ho visti partire una volta in aeroporto, erano belli, giovani, allegri, scherzavano e ridevano. Non so...è che odio l'idea della guerra, pur se in certi casi ci dicono sia necessaria, io non ce la faccio ad accettarla.misspurple wrote:Sono d'accordo con te (tranne che per il termine "soldatini" che mi piace poco), ma io i lavori socialmente utili li farei fare ai carcerati, ad esempio, invece di lasciarli in galera ad ammuffire. Questo però è un altro discorso, mi fermo prima di andare logorroicamente fuori tema come al solito...
Mi sono commossa quando ho visto la foto di un mio lontanissimo parente, figlio di cugini di mia nonna emigrati in America. Aveva forse 18 anni ed è morto in Vietnam. Fino ad allora "guerra in Vietnam" per me era una cosa lontana, da film. Io quel parente non l'ho mai conosciuto, ma guardando quella foto in bianco e nero ho pensato che forse il Vietnam ci è più vicino di quanto pensiamo. E che putroppo tutte queste guerre sembrano sempre partire come "guerre lampo" e poi non finiscono mai...sempre la stessa storia...





