Posted: Wed Oct 26, 2011 9:42 am
Anche qui però in alcune scuole ancora funziona.Brufradaste wrote:L'unica cosa che si potrebbe fare è avere un'insegnante di sostegno, ma purtroppo non è possibile in italia.
Stefano quando ha iniziato la scuola, non sapeva una parola d'inglese, lui frequentava le lezioni insieme agli altri, poi quando gli altri bambini andavano a fare cinese oppure un'altra attività lui e quelli che non sapevano l'inglese andavano con un'altra insegnante che li aiutava con la lingua, tutto questo finchè il bambino non era in grado di capire e farsi capire.
Nelle scuole internazionali dove ci sono tanti bambini "stranieri" funziona così.
Mio nipote, straniero, è arrivato da un mese e la scuola sta facendo proprio questo, con lui e gli altri ragazzini (sono alle medie) appena arrivati:
quando hanno lezioni "non essenziali", tipo motoria o musica, o impossibili da seguire, come grammatica italiana, più un pomeriggio extra la settimana fanno lezione di italiano base.
In più per il momento niente rientri, a parte quello di italiano, appunto.
La scuola è in una zona a forte immigrazione ed è preparata a gestire queste situazioni (oltre ad avere una preside in gamba che tiene molto ai ragazzi).
Verissimo.nove wrote:il fatto è che di fronte agli stranieri in generale, è facile che si dica "non li vogliamo". Quando poi ci si trova di fronte alla singola persona, al singolo bimbo in difficoltà, credo che la maggior parte si faccia coinvolgere da sentimenti più positivi.
La cosa più difficile è far passare le persone dall' "idea" di straniero alla concretezza della "persona" straniera.
Da lì, la strada è più semplice.