(non ho letto tutto il post)
Sarò dura.
Per me certe dinamiche sono INCONCEPIBILI.
E' la stessa identica cosa della coppia in cui entrambi lavorano, ma lei lava, stira, stende, cucina; lui forse forse porta la spazzatura. Otto ore di lavoro ognuno eh?
Inoltre un figlio ha bisogno delle cure e le attenzioni di ENTRAMBI.
Al di là della rabbia (umanissima reazione) e della delusione credo mi si stringerebbe il cuore all'idea che il rapporto padre-figlio non viene coltivato.
Io, poi, sono una che ama condividere. Mando di continuo a mio marito foto e video dei miei figli nei loro piccoli progressi, e lui risponde e commenta appena ha un attimo libero. Non credo tollererei un suo menefreghismo in qsto.
(ma io sono molto "passionale" in certe cose)
Io non penso che il diventare genitore cambi drasticamente il carattere di una persona, al limite ne acuisce gli spigoli (come accade in tutti i momenti di difficoltà). Per qsto per me cercare scuse o giustificare certi comportamenti in base alla neocondizione di padre, non ha senso.
Ci sono cose che non si fanno. Punto.
E' qstione di amore, e prima ancora di rispetto.
Mary
sono stanca..
Moderator: Paola
- marylizard
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- madda77
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- Joined: Thu Apr 16, 2009 10:56 pm
Aggiungo, lenni, che se anche tu ti riferissi ala sola fatica "fisica" del parto, bhè, anche di quella io non avevo piena consapevolezza se non dopo averla vissuta.
Ed è vero che un po' poi la dimentichiamo o offuschiamo nei ricordi, altrimenti col cavolo che si decide di fare il secondo o addirittura il terzo:olà:
E in ogni caso, anche quella non è un albi: io vorrei proprio vedermelo mio marito o un qualunque altro uomo alle prese con le doglie, le spinte laceranti, i punti di sutura, la difficoltà anche semplicemente a deambulare o sedersi da qualunque parte dei primi giorni, le lochiazioni, l'allattamento "a richiesta", il baby blues e compagnia bella.
Ci sarebbe davvero da ridere.....
E loro un secondo non lo farebbero di sicuro! :cisssss:
Ed è vero che un po' poi la dimentichiamo o offuschiamo nei ricordi, altrimenti col cavolo che si decide di fare il secondo o addirittura il terzo:olà:
E in ogni caso, anche quella non è un albi: io vorrei proprio vedermelo mio marito o un qualunque altro uomo alle prese con le doglie, le spinte laceranti, i punti di sutura, la difficoltà anche semplicemente a deambulare o sedersi da qualunque parte dei primi giorni, le lochiazioni, l'allattamento "a richiesta", il baby blues e compagnia bella.
Ci sarebbe davvero da ridere.....
E loro un secondo non lo farebbero di sicuro! :cisssss:
- madda77
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- Joined: Thu Apr 16, 2009 10:56 pm
Mary, condivido in pieno e sottoscrivo ogni tua singola parola.marylizard wrote:(non ho letto tutto il post)
Sarò dura.
Per me certe dinamiche sono INCONCEPIBILI.
E' la stessa identica cosa della coppia in cui entrambi lavorano, ma lei lava, stira, stende, cucina; lui forse forse porta la spazzatura. Otto ore di lavoro ognuno eh?
Inoltre un figlio ha bisogno delle cure e le attenzioni di ENTRAMBI.
Al di là della rabbia (umanissima reazione) e della delusione credo mi si stringerebbe il cuore all'idea che il rapporto padre-figlio non viene coltivato.
Io, poi, sono una che ama condividere. Mando di continuo a mio marito foto e video dei miei figli nei loro piccoli progressi, e lui risponde e commenta appena ha un attimo libero. Non credo tollererei un suo menefreghismo in qsto.
(ma io sono molto "passionale" in certe cose)
Io non penso che il diventare genitore cambi drasticamente il carattere di una persona, al limite ne acuisce gli spigoli (come accade in tutti i momenti di difficoltà). Per qsto per me cercare scuse o giustificare certi comportamenti in base alla neocondizione di padre, non ha senso.
Ci sono cose che non si fanno. Punto.
E' qstione di amore, e prima ancora di rispetto.
Mary
però è vero che anche per un uomo possano esserci difficoltà nel rapportarsi alla nuova realtà familiare, alle nuove dinamiche, ad un nuovo equilibrio tutto ancora da costruire, alle nuove priorità e....soprattutto ad un nuovo esserino che è sì loro figlio ma con il quale, sino al momento della nascita, non hanno avuto alcun legame diretto.
Non sto dicendo che, per questo, bisogna giustificare o buypassare comportamenti di incuria e menefreghismo...anzi!
ma neppure si può pretendere che imparino ad essere dei buoni padri sin da subito (siamo noi le prime a dover imparare ad essere delle buone madri).
E purtroppo (non me ne vogliano i maschietti) spesso vanno guidati, incentivati, perché è ancora forte e diffusa l'idea che della cura e dell'accudimento dei figli debba occuparsi prevalentemente la donna.
Io, con il mio primo, mi aspettavo che lui ci arrivasse da solo, ma spesso così non è per motivazioni diverse......poi ho imparato a chiedere e lui non si è mai tirato indietro (e qualora lo avesse fatto avrei continuato a spronarlo).
Con la seconda lui sa già, o intuisce meglio e prima, quello di cui io ho bisogno, e non aspetta neppure che io chieda.
Quanto al legame con i figli, invece, non c'è stato bisogno che gli dicessi nulla perché passa moltissimo tempo con loro e sente proprio il bisogno di dedicargli attenzioni.



