Posted: Thu Dec 15, 2011 10:27 am
Cara Fra,
immagino lo shock di questo evento e il dolore che da lì in avanti si porta dentro!
E’ stata molto brava ad aprirsi con noi, e credo che parlare, condividere i suoi pensieri, le sue emozioni sia uno strumento utile per elaborare quello che è successo. Tenerselo dentro non serve davvero a nulla.
Capisco che non sia un invito ad “aprirsi” il dolore ulteriore di sentirsi giudicata dagli altri, nei tentativi che lei ha fatto di condividere questo evento e cercare un appoggio nelle persone vicine a lei. Ma lei deve appoggiarsi a qualcuno per “digerire” un evento così significativo. (non escluderei neanche l’aiuto di un professionista).
Inoltre credo che possa stare tranquilla sul fatto che nessuno vuole toglierle suo figlio. Meno che mai ora. Anche il consultorio che era stato allertato, non credo proprio che avrebbe lavorato per toglierle il bambino, ma casomai per sostenerla, per aiutarla a stare meglio, lei e di conseguenza suo figlio. Nel consultorio (e tsmree) è sempre presente uno psicologo e in una situazione come questa, in cui è evidentissimo che non si parla di trascuratezza ma di un incidente, di un episodio, le avrebbero certamente offerto un supporto psicologico perché è chiaro che sta provocando più sofferenza in lei che in suo figlio.
Allora quello che voglio dire è che certe volte la paura di essere giudicati ci fa chiudere e non ci fa cercare sostegno negli altri.
Però penso che se lei ha scritto qui, sul forum, vuol dire che voleva di nuovo “provare a fidarsi”. E secondo me ha fatto benissimo.
Riguardo al bimbo non ho ben compreso come stava lui quando glielo hanno riportato. Come è stato nei giorni successivi? Ha notato cambiamenti in lui? Quali sono i comportamenti successivi all’evento che ha osservato in lui che le hanno fatto pensare che sia stato un evento stressante? La celiachia quando gli è stata diagnosticata? Mi da qualche informazione in più?
immagino lo shock di questo evento e il dolore che da lì in avanti si porta dentro!
E’ stata molto brava ad aprirsi con noi, e credo che parlare, condividere i suoi pensieri, le sue emozioni sia uno strumento utile per elaborare quello che è successo. Tenerselo dentro non serve davvero a nulla.
Capisco che non sia un invito ad “aprirsi” il dolore ulteriore di sentirsi giudicata dagli altri, nei tentativi che lei ha fatto di condividere questo evento e cercare un appoggio nelle persone vicine a lei. Ma lei deve appoggiarsi a qualcuno per “digerire” un evento così significativo. (non escluderei neanche l’aiuto di un professionista).
Inoltre credo che possa stare tranquilla sul fatto che nessuno vuole toglierle suo figlio. Meno che mai ora. Anche il consultorio che era stato allertato, non credo proprio che avrebbe lavorato per toglierle il bambino, ma casomai per sostenerla, per aiutarla a stare meglio, lei e di conseguenza suo figlio. Nel consultorio (e tsmree) è sempre presente uno psicologo e in una situazione come questa, in cui è evidentissimo che non si parla di trascuratezza ma di un incidente, di un episodio, le avrebbero certamente offerto un supporto psicologico perché è chiaro che sta provocando più sofferenza in lei che in suo figlio.
Allora quello che voglio dire è che certe volte la paura di essere giudicati ci fa chiudere e non ci fa cercare sostegno negli altri.
Però penso che se lei ha scritto qui, sul forum, vuol dire che voleva di nuovo “provare a fidarsi”. E secondo me ha fatto benissimo.
Riguardo al bimbo non ho ben compreso come stava lui quando glielo hanno riportato. Come è stato nei giorni successivi? Ha notato cambiamenti in lui? Quali sono i comportamenti successivi all’evento che ha osservato in lui che le hanno fatto pensare che sia stato un evento stressante? La celiachia quando gli è stata diagnosticata? Mi da qualche informazione in più?