Erin-75 wrote:mah, io credo dipenda molto anche dai bambini
lo scorso settembre alla fine gli ho comprato il nintendo (e ale non era d'accordo, forse per il fatto che essendo maschio ha capito meglio
la psicologia di daniele), più che altro perchè dani era l'unico della sua classe a non averlo e non volevo che questo fosse un ulteriore
motivo di isolamento (lui già tende ad autoisolarsi di suo, specie con gli altri maschi).
Ale non era d'accordo perché per come è fatto daniele temeva un coinvolgimento troppo stretto, in questo è stato più lungimirante di me,
forse perché già da prima giocavano insieme a diversi giochi di ruolo su pc, ed effettivamente ha avuto ragione lui.
Pur avendo tempi di gioco limitati (da me), dani si lascia coinvolgere troppo, non pensa ad altro che a superare quel certo schema, a
catturare quel certo pokemon, ne parla per ore ed ore, pur avendo accesso al gioco di solo 1 ora al giorno (in due ripresa da mezz'ora, se
rinuncia completamente alla tv)
Mi chiedo perché portare fuori dallo schermo quello che si gioca è considerato negativamente?
Io ho sempre in testa quello che leggo qui nel forum, a volte lo sogno persino o mentre sto addormentandomi ripenso a questo o a quello.
Il mondo dietro lo schermo fa parte della nostra famiglia, si condivide ciò che si fa alla tastiera, se ne parla. Non metto limiti al tempo trascorso da Dani al Mac e neppure vorrei li mettesse a me.
L'iPhone è spesso nelle nostre mani e se will vuole giocare con l'app del gatto gli diamo in mano l'iPod (almeno non chiama in Australia

- ).
Io non ho giocato granché con i videogiochi, ma un assorbimento profondo e totalizzante lo provavo e lo provo con i libri, quelli però sono visti positivamente, perché?
In fondo credo che il senso di alienazione sia simile.
Da piccola leggevo proprio per stare fuori dal mondo e dentro qualcosa di più piacevole.
Boh, quando i bimbi saranno più grandi forse capirò il punto di vista delle mamme.