Il salto dalla finestra (con bimbo)

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kia
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Post by kia »

Silvi wrote:quoto e aggiungo, correggimi se sbaglio: una cosa è la verità processuale è altro è la verità e in più la donna in questione è in balia di "avvocatoni" e lei è "confusa" parecchio...


quoto il discorso sulla verità processuale.... Sugli avvocatoni, Silvi, ti posso dire che gli avvocati difensori, tutti, se vogliono considerarsi degni di questa qualifica, non cercano la verità reale e a volte nemmeno quella processuale. Quello sarebbe - e il condizionale è d'obbligo - compito del pubblico ministero che, in quanto magistrato (non avvocato, almeno non ancora, se poi separeranno le carriere allora vederemo, ma questo è altro discorso), pur essendo tenuto all'esercizio obbligatorio dell'azione penale in ipotesi di reato (e dio ci scampi dall'approvazione della discrezionalità, altro OT, scusate), dovrebbe ricercare tutte le prove, a carico e discarico, dell'indagato o imputato che sia, per avvicinare il più possibile la verità processuale a quella reale. Ovviamente qui non siamo su RIS o CSI o la signora Fletcher e quindi nella realtà non è compito semplice. Tante, troppe persone mettono le mani sulle scene dei crimini. Però, ecco, tornando a bomba, ogni avvocato difensore ha come scopo non tanto di far avere al suo assistito il processo giusto e equo e di assicurare allo stesso la migliore difesa possibile ma quello di fargli avere il miglior risultato che, a priori è sempre l'assoluzione, con ogni formula e con ogni mezzo e che, nel corso del processo, in presenza di gravi indizi o prove, si tramuta nell'infermità mentale o nel minimo della pena. Il motto è: basta che non vada in galera e se proprio ci deve andare che ne faccia il meno possibile. Raggiunto quel risultato il dfensore si sente in pace con se stesso. Per questo fa tutto il possibile per evitare quei meccanismi che possono complicargli il compito.
Sottolineo che questo è il motivo per cui non potrei essere una penalista. Non ci dormirei la notte. Ma se lo facessi, anche io agirei così.
I ruoli della giustizia sono snaturati. Il pm ormai è avvocato dell'accusa e gioco forza al difensore, più che mai, compete la difesa ad ogni costo.

Poi, più l'avvocato è famoso più deve difendere la propria immagine. Se poi è anche un "politico", sottostà ad altre e ulteriori regole del gioco se vuole mantenere la sua posizione!
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Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
Silvia

Post by Silvia »

kia wrote:rigrazie, oggi posso dire con serenità che concordo con te su tutta la linea. Certo quando siamo nel pieno delle paure, non si pensa alla loro utilità ma si cerca solo di sfuggirle il prima possibile!

la giustizia...... è una nota dolente per l'umanità perché, tolta quella divina ammesso che esista, quella dispensata dagli uomini è sempre contaminata. Nel migliore dei casi è contaminata dalla storia personale di ciascu giudice, dal suo vissuto, dalla sua cultura. E fin lì la contaminazione è tanto inevitabile quanto accettabile. Nel peggiore dei casi è contaminata dal denaro, dai giochi di potere, dai mutui favori, dalle collusioni. Qui c'è poco da fare, a mio avviso. In genere queste contaminazioni sono sottili, quasi impercettibili. Quando però divengono plateali, come è nel caso di una palese contraffazione di un test, diventano inaccettabili, sono schiaffi in faccia. E la domanda: ma di questi tre collegi giudicanti, mica uno, di queste decine di uomini-giudici non se ne salva uno? Cioè dico: se uno, due, tre periti sui tanti che si avvicendano in questo circo delle prove commette una palese violazione, o comunque un palese errore, tale da dire che il bianco è nero e viceversa, possibile che non ve ne sia uno e dico uno che gridi la verità e che non si faccia imbavagliare. Che vada dal giudice, da tutti i componenti il singolo collegio a dire: "Scusi, ma qui è tutto da rifare." Ecco, a queste palesi contaminazioni io stento ad arrendermi!




vabbè ti rispondo con qualcosa che è capitato a me...nel mio piccolo. circa 7 anni fa mi arriva una paziente con un disturbo abbastanza grave. mi rivela dopo qualche seduta che era stata molestata sessualmente da due colleghi. io denuncio subito la cosa al mio ordine. Mi fanno chiamare dopo pochi giorni. io vado li e uno dei componenti dell'allora consiglio dell'ordine (che per fortuna è cambiato) mi fa velatamente capire: a regazzì...mandò vai...fatte i fatti tuoi...(detto alla romana). Io...capocciona come pochi...torno a casa e faccio un'altra denuncia comprensiva di questo racconto ma stavolta la mando con la ricevuta di ritorno. Poi continuo il mio lavoro. dopo un po' la paziente interrompe la terapia per altri motivi e passano gli anni.

a novembre dell'anno scorso (dopo 6 anni) mi arriva una assicurata dall'ordine in cui chiedono i dati della paziente (che io ovviamente avevo omesso, ma avevo fatto la denuncia a mio nome all'epoca) altrimenti non possono procedere. allibita li chiamo. mi risponde una collega credo molto giovane. più imbarazzata che mai poveraccia. le dico: ma vi rendete conto che è ridicolo? e lei: sì...lo so...ma noi siamo subentrati ora...ecc. ecc. insomma mi fa pena, la capisco, probabilmente lei non c'entra niente.
insomma ho ricontattato la mia ex paziente le ho spiegato la situazione e lei mi ha detto giustamente: ma così come fa uno a fidarsi? e io le ho risposto la verità: che aveva ragione, che ero indignata anche io, che avrebbe comunque potuto decidere cosa fare e che io sarei stata cmq daccordo con lei. Ovviamente e comprensibilmente lei non se l'è sentita di riaprire una ferita in un contesto del genere ben poco rassicurante dopo 6 anni!

no dico...ne vogliamo parlare... :occhiodibue:
Silvia

Post by Silvia »

kia wrote:Poi, più l'avvocato è famoso più deve difendere la propria immagine. Se poi è anche un "politico", sottostà ad altre e ulteriori regole del gioco se vuole mantenere la sua posizione!




sì a questo mi riferivo e anche all'autorità che un nome del genere può avere con i suoi dettami su una donna confusa!
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