sto rovinando tutto....

genny

Post by genny »

della gente fregatene.... in toto...
uscire fa bene e di solito se lo fai dopo la poppata il bambino dorme.. se no al massimo lo prendi un po' in braccio e vedrai che si calma... se no stai vicina e torni a casa... ma stre in casa come reclusi non fa bene nè a te nè a lui...
esci esci più che puoi... poi se c'è il sole a lui fa benissimo... e a te pure...
chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

[quote="luciacc"]

ti dico cosa dico a tutte le persone che non stanno bene nel leggere il blog: ciò che scrivo può aiutare o può far solo soffrire perchè si ricorda. di solito aiuta chi ci è ancora completamente immerso, mentre non fa star bene chi ne è uscito, ma non abbastanza da sentirsene distaccato. Tieni conto di questo e sii felice del fatto che la Lucia di quei momenti sia vecchia e lontana.
Io non ho desiderio di ricordare tanto per ricordare, non amo crogiolarmi nel passato, ricordo se serve a qualcun'altro il mio ricordo.
Non vergognarti di una malattia, non l'hai scelta tu, ti è capitata, non ne sei artefice nè responsabile e i tuoi comportamenti di allora sono inquadrabili alla luce della malattia e basta, non a tuoi difetti o mancanze sostanziali.


Poi, la cosa più importante di tutte: concentriamoci su come far risorgere le tette, mettendoci il cuore nel farlo. Parlare alla tetta è sempre utile, ti pone in contatto con te stessa. La tetta ringrazia e cresce in autostima. E col tempo dovrebbe anche gonfiarsi d'orgoglio. speriamo... :ahahaha:

Una cosa sul pianto del bambino: lo riteniamo a torto un elemento di disturbo, mentre è il modo con cui egli comunica con il mondo e la madre. Il pianto è lo strumento che tiene in relazione te con lui, per cui la difficoltà sta semmai nell'interpretare questo pianto, non nel fatto che ci sia.
Con le settimane diventerai più esperta nel capire il pianto e lui più comunicativo anche con altri tipi di risorse, come appunto il sorriso.
un sorriso che ti spalancherà le porte del cuore e dell'anima, e sarà per te, per te sola.
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lenina
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Post by lenina »

luciacc wrote:io mi sono ripromessa di uscire ogni giorni anche solo mezz'oretta con luca negli ultimi giorni (dopo 3 settimane da reclusa)... pero' devo fare un gran sforzo su me stessa perche' ho sempre paura che pianga, che si svegli e abbia fame in anticipo, che la gente attorno a me pensi che sono un'incapaceperche' nn so calmare il mio bambino. Voi come facevate (se vi e' successo)?




cercavo di vestirmi in modo da poter tirare fuori la tetta senza prendere troppo freddo e glie la davo.
L'ho anche allattato in piazza san marco a Venezia a febbraio.
Se no ti infili in un bar.

Pian piano ti abituerai in caso di necessità ad allattare anche in pubblico, e ricordati che è una cosa bella e naturale non qualcosa di vergognoso.

Se invece non te la senti proprio di allattare in pubblico puoi provare a tirarti un po' di latte e farti delle riserve per quando esci.

E di cosa pensano gli altri fregatene...immaginali nella stessa situazione è sempre utile.

tutti i bambini piangono e tutte ci siamo trovate a chiederci "e adesso che vuole?"
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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