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Posted: Thu Jul 16, 2009 1:59 pm
by mammamicio
lavinia wrote:Io invece chiedo:per far carriera e' necessario dedicare piu' tempo di 6-8 ore al lavoro,con disponibilita' continua (senza interruzioni di vaccini,malattie,recite e visite)?
Secondo me si
E allora vi/mi chiedo:sarei felice di una parita' con mio marito che mi permettesse di non mancare mai al lavoro e fare le sue stesse ore lavorative?
Io no, sono felice di dedicare piu' tempo al ruolo materno/casalingo,non penso che il fortunato sia lui,che puo' permettersi 2 figli senza tracolli lavorativi,ma io,che posso lavorare ma anche uscire e godermi i figli,non farei a cambio se lui mi proponesse
beh io lavoro otto ore al giorno al limite mi porto il lavoro a casa e lo faccio quando il cucciolo dorme
per quanto riguarda malattie, vaccini, recite...credimi sono sempre stata presente magari appunto facendolo di sera tardi

Posted: Thu Jul 16, 2009 2:10 pm
by Rie
viola 52 wrote:parli di carriera il che è diverso da lavoro di 8 ore ancora meglio se part-time,
credo che siano due strade diverse.
Viola ha senz'altro ragione.
A una mamma si può solo augurare che le circostanze oggettive (prima fra tutte il bisogno di un secondo stipendio in famiglia) non siano tali da impedirle di fare la scelta che sente come propria nel profondo del cuore.
Una scelta che in genere, ambivalenze a parte, bene o male emerge.
Ho una cugina che ha scelto la carriera ed è una bravissima mamma.
Io ho scelto di escludere la carriera e sono una mamma sufficientemente buona :P
Se lei avesse accantonato le sue ambizioni per passare più tempo con i figli, o se io fossi stata costretta a lavorare full time (e non facendolo ho perso senza rimpianto alcuno occasioni di crescita professionale), saremmo state infelicissime.
Così siamo soddisfatte.
E anche il nostro ruolo di madri, il nostro tempo con i bambini, ne traggono beneficio.

In astratto, avrei potuto permettermi con qualche piccola rinuncia di stare a casa.
Infatti, quando sono passata da full time a part time avevo le dimissioni in tasca, per così dire, nel caso in cui il part time non mi fosse stato concesso.
Me l'hanno concesso.
E per quanto sia stato doloroso lasciare i bimbi fino alle 15 quando avevano dieci mesi, ho preferito tenere questo margine di vita "adulta-autonoma", anche in vista di anni di minor bisogno da parte loro.
Nel mondo perfetto, forse, sarei stata a casa fino ai 3 anni dell'ultimogenito e poi avrei ripreso a lavorare.
Ma scendere e poi dover risalire sulla giostra del mondo del lavoro l'ho ritenuto troppo pericoloso. Con il senno di poi, e la crisi che c'è stata, ho fatto bene.
Il dispiacere di non essermi goduta appieno la loro primissima infanzia è compensato da questo dato di fatto.

Posted: Thu Jul 16, 2009 2:29 pm
by MAMMANANCY
Carriera e figli per una donna dipendente sono due sostantivi che non coesistono mai ( o quasi), non perchè non sia fattibile, ma perchè non te lo fanno fare! viviamo in una società maschilista, dove è giusto e doveroso che la donna faccia la moglie e la mamma anzi se una fa scelte diverse è guardata "strano" ma non chiedere nulla professionalmente (per il lavoro dipendente intendo l'autonomo dipende da te) perchè non sei affidabile hai uno o più figli che potrebbero star male, certo puoi lavorare se ne hai necessità ma senza troppe pretese mi raccomando questo pensano.....credimi parlo per esperienza personale. Per quanto riguarda la conciliabilità a mio avviso, a meno che tu non lavori in un pronto soccorso è tutto assolutamente conciliabile oggi come oggi