quando l'altro genitore "sbaglia"

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MAMMANANCY

Post by MAMMANANCY »

Se io o mio marito inavvertitamente violiamo nei suoi confronti una delle regole che cerchiamo di insegnargli, come non togliere le cose di mano, allora il "rimprovero" verso l'altro è immediato davanti a Sara e scattano anche le scuse, ovvero nel mio caso ho detto testualmente a mio marito "non si tolgono le cose di mano ora glielo ridai e te lo fai dare educatamente chiedendole scusa" e Sara ha sempre apprezzato tanto da restituire subito la cosa senza necessità di insistere.
Per quanto riguarda invece le discordanze educative evito di discuterne davanti a Sara, se ad esempio lui dice no (o si) e io non sono d'accordo lascio che le cose si svolgano come lui ha disposto e se Sara cerca il mio appoggio rispondo "cosa ha detto papà?", se parlandone mio marito (o io) cambiamo idea troviamo il modo di farle capire il cambiamento e il perchè.
jessicagiò
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Post by jessicagiò »

Dona wrote:Diciamo che prima d noimamme idealmente abbracciavo l'idea del front compatto.

Da quando frequento questo posto in cui l'unica regola universale è: sono piccoli si, ma sono persone

ecco la mia visione si è capovolta.

Infatti mia fglia si fida di me a prescindere.

Perchè se sbaglio le chiedo scusa.
Perchè se la sgrido le spiego all'infinito le mtivazioni.
Perchè ascolto e cerco di comprendere le sue giustificazioni.

Perchè se quel minchione di suo padre sbaglia, le dico che ha ragione e intervengo in sua difesa, coniderato che lei è alta 1 mt e lui molto di più.

Perchè quando discute con suo padre, mi viene a chiamare chiedendomi "ho ragione?"
Se le dico di no, mi chiede di spiegarle il motivo ed il più delle volte lo accetta serenamente.

Perchè nessuno è perfetto, quindi anche mamma e papà sbagliano, ma non succede mica niente.

In tutto questo il mister non approva, si sente minato nell'autorità.
Beh è proprio questo il raporto che voglio costruire con mia figlia. Fiducia e rispetto reciproci. Ti stimo per questo!
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Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. E. A. Poe
Chloe83

Post by Chloe83 »

Gwen wrote:Io però continuo a chiedermi come regolarsi col concetto di cattivo.
E ho capito che nessuno di voi fa passare l'altro per cattivo ma se c'è un genitore più autoritario e l'altro più permissivo, se ce ne è uno pronto a mettersi in discussione e l'altro un pò meno, se uno spiega sempre tutto e l'altro meno il figlio in automatico tende ad avere una visione dei genitori in cui proprio per il confronto tra due modi diversi a rimetterci è il genitore meno ragionevole.

E va bene eh, nel senso che non ce la farei manco a far fronte compatto per partito preso ma non mi andrebbe nemmeno di far passare mio marito per quello che non è.
Non è in potere di un genitore fare passare l'altro per quello che non è se le azioni dell'altro dicono il contrario. Sia in negativo che in positivo. Non è in mio potere spacciargli il padre come "cattivo" (cosa che comunque non faccio) ma nemmeno spacciarglielo da "papà che ha ragione" quando è evidente che si sta sbagliando.
Oltretutto che se lo stile educativo di uno, rispettoso del bambino, fa saltare agli occhi che lo stile educativo dell'altro non lo è (e parlo per ipotesi, non di mio marito, lui è "tarato" sulle stesse linee educative mie) senz'altro la soluzione non può essere diventare irrispettosi del bambino in due o negare le mancanze di rispetto che il bambino subisce solo per non far passare male l'altro genitore (che poi passa male lo stesso, solo in compagnia, perchè giustamente il bambino giudicherà male pure te che lo spalleggi, al limite).
Io sono per la trasparenza: se quello che fai non mi piace te lo dico e te lo spiego, se quello che fa tuo papà non mi piace lo dico, e lo spiego.
Anche perchè i bambini afferrano moltissimo di comunicazione non verbale, se io disapprovo mi si legge chiaramente in faccia.
Giada88 wrote:Ciao Chloe.
Nemmeno io sono per il fronte unico, ma l'esperienza con i miei che si contradicevano davanti a me mi ha insegnato una cosa: Mai opporsi alla scelte ed alle decisioni dell'altro genitore davanti ai propri figli perchè sminuisci l'autorità di uno o dell'altro, è inevitabile.
Mia figlia è ancora troppo piccola per avere di sti problemi, ma è capitato a me da figlia che chiedessi ai miei genitori qualcosa, uno mi rispondeva di si e l'altro di no.
Così io non sapevo chi fare e chi ascoltare. E loro battibeccavano...ed io lì ad ascoltare ed a sentirmi in colpa perchè con la mia richiesta avevo scatenato uno scontro.
Finchè mia madre non si è spogliata della sua autorità, cosa che ritengo sbagliatissima, e mi diceva di chiedere a mio padre perchè lei non decideva più nulla.
Così io fino a che non sono stata abbastanza grande per capire ho percepito mio padre come il Signor no, e mia mamma come quella buona che voleva darmi ragione ma non poteva.
Nulla di traumatico insomma, ora ci ridiamo sopra. Ma l'esperienza ha insegnato anche a loro ed adesso quando la mia sorellina chiede qualcosa ne parlano civilmente, quando uno dei due sbaglia l'altro tace e glielo si fa notare dopo non davanti al figlio. E poi vanno a parlare con lei.
Ma prima di tutto io "l'autorità genitoriale" spero di non averla, e che non l'abbia mio marito. Spero che avremo fiducia, ma la fiducia non si costruisce certo per mancanza di discussione, anzi. Proprio vedendo che io e suo papà sappiamo interrogarci, scusarci, ripensarci, aiutandoci a vicenda, penso che potrà avere in noi più fiducia che se dicessimo "è così perchè lo ha detto papà" o "se lo dice papà ha ragione e basta".
Mettersi d'accordo alle spalle a me non piace, i miei lo facevano e oltre a essere inutile perchè sapevo benissimo chi avrebbe detto sì e chi no anche se facevano i diplomatici, comunque mi pareva fascista che loro riunissero il gran consiglio per decidere tra loro una cosa che riguardava me. Io preferisco che le decisioni si prendano assieme, tutti e tre, e soprattutto mai in assenza dell'interessato. Se io e mio marito la penseremo diversamente potremmo spiegarci anche di fronte a lei il perchè e percome, e trovare anche di fronte a lei una via che possa tener conto delle esigenze di tutti. La discussione, se non è condotta distruttivamente, io la trovo anzi costruttiva, più del porgere dall'alto solo l'esito ultimo dicendo "io e papà (che ne abbiamo parlato in privato) abbiamo deciso così".
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