ama il lavoro che fai, e non dovrai più lavorare un giorno della tua vita

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Moderator: Paola

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cohiba
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Post by cohiba »

amo il mio lavoro, profondamente. Amo il contatto coi ragazzi, le loro espressioni quando non capiscono qualcosa o quando invece capiscono :smile:
quello che non mi piace è il contorno...mille riunioni il più delle volte inutili, il dover sottostare ai capricci di chi sta sopra di te...
MATILDE
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amministratore delegato delle noistreghe :ehehe:


“Ogni mattina, un neutrino si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della luce. Ogni mattina, la luce si sveglia e sa che dovrà arrivare al Gran Sasso prima del neutrino. Ogni mattina, non importa che tu sia neutrino o luce, ti toccherà ascoltare le minchiate della Gelmini che si è laureata a 732 km da casa e non riesce ad uscire dal tunnel.”
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Rie
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Post by Rie »

Detesto il mio lavoro.
Ma ho sbagliato a un bivio di tanti anni fa rinunciando agli studi che amavo per scegliere studi tecnici, con il risultato che non ho approfondito quello in cui ero portata e non ho nemmeno avuto una buona riuscita negli studi tecnici. Anche se sufficiente, per l'appunto, al lavoro che faccio, e che pertanto mi tengo.

Perché lo faccio?

Perché sono troppo pavida e debole per reinventarmi la vita a quarant'anni. Perché (solo, per fortuna) 5 ore al giorno ben pagate a tempo indeterminato non le ritrovo più, o se le ritrovo... non sia mai che passi un'altra volta dall'ordalia dei colloqui, di gente che ti valuta e ti deve comprare, quando so vendermi così male e tanta angoscia mi crea.

Lo faccio perché, pur potendo in ipotesi essere casalinga, mi sento soffocare al pensiero di occuparmi in esclusiva della sfera domestica. Infatti, sono sprovvista delle risorse economiche per delegare a un/a colf il lato più prosaico della casalinghitudine, ove quello meno prosaico, e che quasi mi ha portata a licenziarmi 8 anni fa (=la cura dei bambini)... non è eterno: in una casa vuota con due adolescenti indipendenti e rompiscatole non voglio restare.

Lo faccio perché qualcuno dice che in lingue d'altre terre il cambiamento si scriva "crisi" e "opportunità" al tempo stesso, ma per quanto mi riguarda è solo crisi, e non ho il coraggio di ricostruire dalle fondamenta, quando il terreno del mio carattere è così instabile.

Meglio puntellare una casa rozza ma solida, magari senza troppo sospirare il castello che non si è potuto erigere partendo dalla terra vergine dell'adolescenza, quando tutto era possibile e così male sono state giocate le carte del destino, così mal spesi i talenti.
Ormai sono spesi.
E temo di non averne più.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
patty78

Post by patty78 »

Dire che lo amo è poco, lo adoro. Dopo 3 anni a casa a gestire casa e bimbo, rincominciare a lavorare mi ha rimessa in vita.
Mi piacciono quei piccoli preparativi che precedono un intervento, la divisa verde, le birkenstock,la cuffia, l'odore del disinfettante, la preparazione degli strumenti. E l'adrenalina di stare a contatto con il medico mentre opera, mentre dentro di me prego sempre per un paziente che vada tutto bene.
Ma odio le sveglie notturne, l'aver 15 minuti per arrivare in ospedale,mollare il letto in pieno inverno, e non riuscire a programmare un week end perchè reperibile.
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