Page 15 of 46

Re: mia madre: perchè...

Posted: Mon May 19, 2014 11:27 pm
by Avril
Greda wrote:
Maura wrote:Io ti abbraccio ma scusami non riesco a scrivere in thread con qsto argomento.
Come Maura. Non trovo le parole...e forse neanche le forze... Semplicemente, ora che sto bene, non ci penso più.
per carità, ci mancherebbe
ma grazie lo stesso per il vostro messaggio che è molto significativo ( e dice tanto)

Re: R: mia madre: perchè...

Posted: Mon May 19, 2014 11:33 pm
by Lucia76
Claudia wrote:Lasciatele andare.
Via, lontano dal cuore. lontano dalla mente e piano piano tutto sarà meno doloroso.
Forse, un giorno, capiranno chi hanno perduto e, chissà, vi chiederanno di perdonarle.
Scusa claudia, però non parliamo di conoscenti, come sarebbe possibile lasciare andare via dal cuore la propria madre?.. e se lo facessero i nostri figli con noi?
Io credo che il nocciolo stia nell'imparare a vederle per quelle che sono, coi loro limiti difetti pregi. Credo che vederle alla luce del nostro essere mamma aiuti a lavorare su questo. Accettare significa accogliere, accogliere è abbracciare così come si è. Come accogliamo ed amiamo i nostri figli e come loro fanno con noi, così noi dobbiamo fare con le nostre mamme e smettere di vederle (per quanto possibile) da figlie ma sforzarci di emanciparci da quelle dinamiche "bambinesche" (passatemi il termine) e vederle come nostre pari, per quanto possibile ripeto. E se una certa situazione ci fa molto male possiamo provare a parlare, ad aprirci un po. Magari non cambia nulla, magari invece potremmo scoprire quanto ci soffrono anche loro. si ama come si può e come si sa, questo vale per tutti.
Un abbraccio a voi

mia madre: perchè...

Posted: Mon May 19, 2014 11:46 pm
by Tittiba
lucia76 wrote:
Claudia wrote:Lasciatele andare.
Via, lontano dal cuore. lontano dalla mente e piano piano tutto sarà meno doloroso.
Forse, un giorno, capiranno chi hanno perduto e, chissà, vi chiederanno di perdonarle.
Scusa claudia, però non parliamo di conoscenti, come sarebbe possibile lasciare andare via dal cuore la propria madre?.. e se lo facessero i nostri figli con noi?
Io credo che il nocciolo stia nell'imparare a vederle per quelle che sono, coi loro limiti difetti pregi. Credo che vederle alla luce del nostro essere mamma aiuti a lavorare su questo. Accettare significa accogliere, accogliere è abbracciare così come si è. Come accogliamo ed amiamo i nostri figli e come loro fanno con noi, così noi dobbiamo fare con le nostre mamme e smettere di vederle (per quanto possibile) da figlie ma sforzarci di emanciparci da quelle dinamiche "bambinesche" (passatemi il termine) e vederle come nostre pari, per quanto possibile ripeto. E se una certa situazione ci fa molto male possiamo provare a parlare, ad aprirci un po. Magari non cambia nulla, magari invece potremmo scoprire quanto ci soffrono anche loro. si ama come si può e come si sa, questo vale per tutti.
Un abbraccio a voi
Situazioni sedimentate da anni sono difficili da smuovere...quando il dialogo non ci è mai stato è difficile nasca all'improvviso perché non si è capaci di farlo. Almeno che si sia passate per un certo percorso di consapevolezza almeno da una delle due parti (come è successo a Lidia ) e l'altra parte comunque non si può cambiare, così in ogni rapporto a maggior ragione nel rapporto con la madre.
Io ho una madre presente, sempre stata, non posso dire ciò che dite voi delle vostre mamme, seppur anche lei con i suoi problemi e un'infanzia (la mia) comunque segnata da una sua malattia cronica.
Lei c'è sempre stata per me sostegno e guida anche spirituale, forse troppo, al punto che il cordone ancora non l'ho tagliato e anch'io mi ritrovo a lavorare su questo rapporto così forte nel bene e nel male. E quello che dice Claudia io lo leggo come un lasciatele andare riferito alla figura non tanto alla persona reale, non so come spiegare...
A me la psicoterapeuta ha detto che va fatto un lavoro difficile certo, cioè distruggere la figura materna, per la parte che ci fa soffrire, tirare fuori l'odio e la rabbia che ci sono ma che non ci diamo il permesso di provare perché ci fa sentire in colpa "cavolo è mia madre, non posso non amarla!". Ed sono invece proprio quei forti sentimenti repressi che lavorano sotto e ci creano disagio e disturbi.
Certo non è un lavoro da fare nel rapporto reale, non dire alla madre tutto questo ma un lavoro individuale, che sicuro poi si rispecchierà nel rapporto vero grazie ad una maggiore consapevolezza di ciò che proviamo.